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Tema del mese di Ottobre

22 settembre 2016

Con l’avvento della professione del podologo, il servizio della pedicure estetica è meno richiesto negli istituti di bellezza. Eppure è ben altra cosa rispetto ai trattamenti curativi svolti dai medici.

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Ho aperto il mio centro estetico da qualche mese ed eseguo trattamenti viso e corpo. Spesso entrano delle persone a chiedere se faccio anche la pedicure. Al momento non la propongo ma ci sto pensando, però non mi è chiaro che tipo di servizi io possa svolgere.

Partiamo anzitutto dall’analisi di cosa dice la normativa a livello nazionale: la Legge 1/1990 definisce che “l’attività di estetista comprende tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano, il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti”. Anche se non esplicitamente nominata, la pedicure estetica rientra tra i trattamenti previsti dalla normativa, prova ne è che per legge anche i saloni di acconciatura possono svolgere semplici trattamenti di pedicure (applicazione smalti, senza utilizzo di attrezzature). Con l’avvento della professione del podologo, questo nostro servizio sembra aver perso la propria importanza, mentre dovrebbe accadere esattamente il contrario. La pedicure estetica è altra cosa rispetto alla pedicure curativa, che compete oggettivamente alle professioni sanitarie. Il nostro trattamento è volto a migliorare l’aspetto estetico sulla superficie del piede e perfino del callo, laddove nemmeno il podologo sa come intervenire. È importante dunque riaffermare, agli occhi del cliente, la funzione specifica della “pedicure estetica” che comprende l’applicazione di smalti, la lavorazione delle unghie e delle pellicine, trattamenti di massaggio o benessere per i piedi, riflessologia plantare, lavorazione della ipercheratosi a scopo estetico.

Calli e duroni, in presenza di queste problematiche quali trattamenti posso fare sulla mia cliente?

Ricollegandoci alla domanda precedente, è utile distinguere l’ambito di intervento dell’estetista rispetto a quello del podologo. Il nostro lavoro consiste nella lavorazione superficiale del callo e del durone: questo trattamento solo in apparenza è stato messo in discussione dal recente Decreto n. 206/2015 che disciplina le attrezzature elettromeccaniche in ambito estetico, per il quale è stato definitivamente bandito l’utilizzo delle lame nello svolgimento della nostra attività. Va detto che questo provvedimento è deprecabile: le lame infatti vengono utilizzate solo ed esclusivamente per la lavorazione superficiale del callo, e da sempre esse sono uno strumento di lavoro dell’estetista. Si può ovviare utilizzando ad esempio il micromotore, anche se si arriva a risultati non così performanti quanto con le lame. Fa parte poi della nostra professionalità effettuare ogni volta l’anamnesi sul cliente, in quanto in presenza di particolari patologie (diabete, dermatiti, ecc.) l’estetista non può intervenire. Al contrario, il nostro servizio di trattamento del callo o durone consente di migliorare e proteggere l’aspetto estetico del piede, e tale competenza è esclusiva della nostra e non di altre professioni.

 

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