Internet e la comunicazione: un’evoluzione continua

28 aprile 2016

Internet ha cambiato il modo di comunicare, di ricercare informazioni e di fare business. Si è infatti assistito nel tempo ad unComunicazione-e-internet arricchimento del panorama dei media. L’informazione oggi è globale e corre su differenti canali da quelli più tradizionali quali TV, radio, giornali, affissioni, a quelli più innovativi sul web. Da quando l’advertising ha scoperto la rete si è assistito ad un uragano di messaggi (banner, pop up, newsletter, dem) che, in modo virale invadono gli apparecchi elettronici fissi e mobili degli utenti. La comunicazione, con internet, entra senza bussare, infatti, senza neanche accorgerci, quasi in modo naturale, assorbiamo un numero infinito di informazioni.

Una delle riflessioni più ricorrenti riguarda la modalità di fare pubblicità online e ciò che è necessario per distinguersi. Se un tempo uno spot in televisione veniva facilmente ricordato grazie a testimonial, gingle o a slogan accattivanti, ora, con internet, diventa complesso fare breccia nella memoria degli utenti. Ciò che vale sono i secondi e quindi è essenziale strutturare un messaggio pubblicitario che sia in grado di catturare l’attenzione nel brevissimo termine.

La viralità

La viralità è un altro tema che richiede profonda attenzione. Internet è nelle mani di tutti ed è più difficile decidere che tipo di canale utilizzare per colpire il target di interesse. Quello che cambia è il punto di vista, dall’altra parte non c’è più il consumatore, non ci sono più gli utenti, ma c’è l’individuo con cui è necessario mettersi in relazione, parlare e interagire. Si passa da una comunicazione one to many a una comunicazione one to one, attraverso la quale si può scegliere con chi parlare, dove, come e quando.

Il linguaggio

Anche il linguaggio cambia, dare del tu diventa obbligatorio e inizia a istaurarsi un rapporto di confidenza con il cliente. Si parla sempre di più di fidelizzare, di accompagnare il consumatore nella vendita e di co-costruire con lui valore. I consumatori prestano maggiore attenzione ai loro investimenti, alla qualità dei prodotti e necessitano di sentirsi in relazione con l’azienda. Un’inversione di rotta nella comunicazione pubblicitaria che chiede di passare dal monologo al dialogo, dai commercial ai contenuti e dalla comunicazione alla conversazione. L’utente vuole condividere e partecipare insieme alle aziende e non soltanto consumare il prodotto. L’essere individui attivi nella comunicazione è un’azione che si può completare anche attraverso i social media.

I social media

Le aziende sono sempre più presenti sul web non solo con siti o portali ma attraverso tutte le piattaforme social attualmente presenti e in continua evoluzione. Facebook, Twitter, Intragram, YouTube, Linkedin diventano pertanto preziosi canali di informazione e di comunicazione che avvicinano i clienti/ consumatori alle aziende. Un tempo per chiedere delle informazioni alle società su un prodotto o un servizio, era d’obbligo chiamare il numero verde o navigare sui siti alla ricerca di un indirizzo email al quale far riferimento. Ora ci sono diverse opzioni.

Per esempio inviare un messaggio privato sulla chat o sul blog dell’azienda presente con una pagina su Facebook, o contattarla tramite Linkedin. Questa vicinanza, se vogliamo quasi amichevole, ha necessariamente portato i consumatori a sentirsi più responsabili e informati sugli acquisti. Instragram è un altro canale che ci mostra come gli individui siano essi stessi comunicazione. Oltre a poter scattare immagini da professionisti, grazie a specifi che applicazioni, possono commentare o mostrare anche all’azienda i risultati di un prodotto recentemente acquistato.

InternetPer l’impresa o il professionista quindi, è importante essere attivi sui social e attenti ai contenuti, all’interazione e alla propria immagine, per evitare di essere colpiti dalla bad reputation. In questo scenario evolutivo in cui i consumatori comprano e gli individui scelgono, come recita il libro di Paolo Iabichino – direttore creativo esecutivo del Gruppo Ogilvy & Mather Italia – e Stefano Gnasso – docente di Sociologia dei consumi alla Cattolica di Milano – la pubblicità si deve rivolgere agli individui, creando storie che interessano davvero le persone, trame autentiche, narrazioni nelle quali i clienti si identificano. Il consumatore è prima di tutto persona, ora può dire la sua, può esprimere una sua opinione e condividerla con altre milioni di persone e questo inevitabilmente si riversa sull’azienda che a sua volta ha il dovere di rimanere sempre in ascolto ed eventualmente, utilizzando una metafora automobilistica, valutare un’inversione di marcia o spingere sull’acceleratore.Perché è vera la frase “l’importante che se ne parli” ma, ricordiamoci, che è anche meglio che se ne parli bene.

Quindi nella strategia di comunicazione è importante saper scegliere i media con i quali comunicare, senza escludere nessuno aprioristicamente. I giornali, le radio, le tv, le affi ssioni, così come internet e i social media possono essere sinergici tra di loro e rispondere, ognuno per la propria parte alle esigenze del target da colpire. La pianifi cazione dei media e successivamente anche la creazione di campagne pubblicitarie effi caci richiedono pertanto un’analisi accurata dei bisogni del target che si concretizza solo quando ci mettiamo realmente in ascolto del nostro interlocutore, stabilendo una connessione empatica.

MabellaEdizioni