Infiammazione e alimentazione

19 maggio 2017

È un po’ di tempo che anche nelle riviste di comune diffusione, nelle pubblicità trasmesse in televisione e addirittura nei cosmetici si parla di infiammazione senza approfondirne il senso, ma soprattutto gli effetti negativi. Vi è una stretta correlazione fra infiammazione e alimentazione come spiega la nutrizionista Daniela Morandi

Il fenomeno dell’infiammazione è estremamente complesso: quello che però è interessante capire è che non si tratta di qualcosa sul quale noi non abbiamo alcun tipo di potere, e quindi qualche cosa che può succedere e basta, ma è importante diventare consapevoli che sull’instaurarsi di un certo tipo di infiammazione ciò che noi possiamo fare è molto importante.

Possiamo causare infiammazione nel nostro corpo cadendo a terra facendoci del male, oppure possiamo venir attaccati da un batterio o da un virus, o ancora possiamo causarci una contusione: su tutto questo, possiamo fare ben poco se non curarci nella maniera più adeguata. Nessuno però ci dice che c’è un modo molto più subdolo e “comune” per causare al nostro organismo giorno dopo giorno quello che si chiama uno stato di “infiammazione silente” che purtroppo può esistere nel nostro corpo per anni e anni e manifestarsi all’improvviso solo dopo molto tempo con le sembianze di una qualsiasi sintomatologia, dalla più banale alle malattie più gravi.

Ci sono tanti fattori che partecipano al fenomeno dell’infiammazione, ma a noi interessa in particolare capire il ruolo di una CLASSE di ormoni che si chiama EICOSANOIDI: questi si dividono in due squadre.

La squadra che attiva l’infiammazione è rappresentata dagli acidi grassi Omega 6

La squadra che risolve l’infiammazione è rappresentata dagli acidi grassi Omega 3.

La cosa molto importante è che sia che gli Omega 6 che gli Omega 3 sono degli acidi grassi ESSENZIALI ossia noi non siamo in grado di produrli autonomamente e quindi dobbiamo necessariamente introdurli nel nostro organismo tramite l’alimentazione. Nel nostro organismo deve esistere un equilibrio tra gli Omega 6 e gli Omega 3: la tentazione sarebbe quella di pensare di voler mangiare solo ciò che non attiva l’infiammazione (e quindi quantità industriali di Omega 3!!!), perché a nessuno piace essere infiammati. In realtà noi dobbiamo la nostra vita all’infiammazione perché ci avvisa che qualcosa non va: quello che dobbiamo evitare è di instaurare nel nostro organismo l’infiammazione silente, causata da una scelta di cibo sbagliata che attiva complessi meccanismi biochimici che portano a un problema. Non siamo sani quando non ci ammaliamo: siamo sani quando il nostro organismo si ammala, si attiva un processo infiammatorio ma è in grado di risolvere l’infiammazione grazie all’azione del sistema immunitario che mette a posto le cose.

È importante ricordare che gli Omega 6 sono presenti negli oli vegetali come l’olio di mais, di girasole, di soia, nel tuorlo dell’uovo, nei grassi saturi, nei semi vegetali etc, ma che anche gli alti livelli di insulina (quindi carboidrati ad alto indice glicemico) favoriscono la trasformazione degli acidi grassi Omega 6 in acido arachidonico (fortemente attivatore dell’infiammazione silente).

D’altra parte, invece, l’Omega 3 a catena lunga (efficace nella sua attività di risoluzione dell’infiammazione) lo assumiamo solo tramite il pesce. Dall’alimentazione moderna, quella cioè che tutti noi troviamo comunemente nei locali quando mangiamo fuori per lavoro, purtroppo è molto più facile avere un eccesso di alimenti contenenti Omega 6 che Omega 3. Paradossalmente siamo passati da un periodo in cui l’Omega 6 andava integrato al momento presente in cui ci dobbiamo “difenderci” dall’Omega 6. Fondamentalmente questo è dovuto a:

  • diffusione dell’utilizzo di oli vegetali di bassa qualità, poiché molto meno costosi dell’olio extravergine di oliva ma anche molto più ricchi di Omega 6;
  • aumento esorbitante dell’utilizzo dei carboidrati grazie allo street food o spesso anche a cucine dall’indice glicemico non classificabile travestite da cucina sana;
  • diminuzione impressionante del consumo di pesce (quindi Omega 3) sia per motivi di praticità che per motivi economici.

Ed ecco che la bilancia che dovrebbe essere in equilibrio tra Omega 3 e 6 pende decisamente dalla parte del 6…

Quindi riassumendo: non possiamo fare molto per evitare di ferirci, cadere o infettarci se non adottare le normali regole della vita, ma possiamo cercare di “tenere ripulito” il nostro organismo evitando il fenomeno dell’infiammazione silente che si instaura con abitudini alimentari sbagliate e che è la più pericolosa, perché fa danni nel nostro organismo senza dare segnali per anni e anni.

  • Limitiamo quindi al massimo (la mia anima zonista in realtà dice “eliminiamoli proprio”!!!) i carboidrati ad alto indice glicemico
  • Utilizziamo sempre dell’olio extra vergine di oliva ottima qualità
  • Evitiamo i semi di zucca, sesamo, girasole etc… splendidamente di moda ma pieni di Omega 6
  • Cerchiamo di mangiare pesce tutte le volte che possiamo
  • Integriamo comunque la nostra alimentazione con Omega 3 purificato a grado farmaceutico.

Avere un organismo non infiammato non garantisce il fatto di non ammalarsi perché ci sono anche fattori genetici ed epigenetici e -come ho più volte detto-, il nostro nemico numero uno sia per l’accumulo di massa grassa che per le malattie banali o gravi che siano, è lo stress perché abbatte il nostro sistema immunitario.

Un organismo non infiammato ci permette però di reagire con forza alla malattia, di “risvegliare” il sistema immunitario e sopportare anche le terapie più pesanti perché, paradossalmente, di base quell’organismo è sano.

Un’altra cosa quindi molto importante che possiamo fare per stare bene e aiutare il nostro sistema immunitario è dedicare nelle nostre giornate un po’ di tempo a qualcosa che dà gioia alla nostra anima senza farci fagocitare solo dal lavoro o dalla frenesia del “fare”.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a info@danielamorandi.it

 

Daniela Morandi
Daniela Morandi è Nutrizionista e Naturopata. Si è specializzata negli USA nella Strategia Nutrizionale Zona direttamente con il dr. Barry Sears -suo inventore-, con il quale collabora nella ricerca e diffusione della stessa in Europa. È l’unica professionista che ha pubblicato e tutt’ora pubblica con Barry Sears in qualità di co-autore e che lo stesso ha nominato Top Zone Coach in Europa, sia per competenze tecniche, sia per essere stata in grado di integrare la precisione biochimica con la creatività, ottenendo raffinate ricette e traducendo in Zona anche creazioni di grandissimi chef. La sua passione, i continui studi di psicologia e Coaching, oltre alla naturale predisposizione per la conoscenza dell’animo umano, fanno di Daniela Morandi una consulente che si distingue per la capacità di ascoltare e guidare le persone nel trovare la strada più giusta.
Studio dott. Daniela Morandi ● T +39 335 466334 ● www.danielamorandi.it ● www.nutrigourmet.it