Il termalismo

9 giugno 2015

a cura di Stefano Sartori

Il progetto di un centro benessere coinvolge molteplici discipline. Come abbiamo visto nel percorso intrapreso in “Costruire il Benessere”, ogni pratica trova specifici dettami riconducibili agli archetipi, ai costumi e alle tradizioni delle culture che ne hanno generato l’usanza. Se in taluni casi, nell’indagine storica, abbiamo assistito alla costruzione di appositi edifici, atti ad ospitare i trattamenti di benessere, in altri apprendiamo le metodologie e le proprietà benefiche di cui definiremo noi lo spazio architettonico più idoneo.

La composizione architettonica deve sempre partire, indipendentemente dal tema in oggetto, dall’indagine: indagine, che nel nostro caso, riguarda l’analisi critica dei progetti più recenti realizzati e la conoscenza profonda delle pratiche collocatevi. Indagine che deve divenire coscienza; coscienza che deve passare necessariamente per la storia dell’uomo e per quella fase di antropizzazione che ha riguardato la ricerca del benessere psico-fisico. Dopo aver indagato il bagno turco nell’Hamam, la sauna finlandese e gli aspetti multisensoriali dei centri wellness, introduciamo il tema del termalismo e del progredire delle conoscenze relative alle proprietà terapeutiche delle acque minerali e del loro impiego. Studiare il rapporto dell’uomo con l’acqua aiuta a comprendere il significato più profondo dell’idrologia. La ricerca del benessere psichico e spirituale associa, da sempre, quest’elemento ad un significato non solo terapeutico ma anche a un valore culturale e simbolico che gli attribuisce un ruolo di primo piano all’interno di un qualsiasi centro benessere.

Termalismo-1L’aggettivo termale ha acquistato per gli storici dell’architettura un significato ben più vasto di quello letterale, il termine connota esempi architettonici costituiti da uno o più ambienti coperti con sistemi di volte o di cupole. Tale significato trova origine dalla nascita dell’architettura termale nell’antica civiltà romana dove questo fenomeno conobbe un enorme sviluppo, infatti i primi edifici pubblici furono costruiti nel II sec. a.C.. Le terme romane rappresentano quanto di più vicino possibile ad un “luogo di benessere” inteso in senso moderno. Ampi complessi termali che vedono annessi biblioteche sale riunioni e conferenze, palestre, centri sportivi, parchi e giardini attrezzati e che possono essere considerati a tutti gli effetti centri ricreativi polifunzionali. I primi esempi nacquero ai piedi del Vesuvio, utilizzando le sorgenti naturali d’acqua riscaldata dalla lava del vulcano e la pozzolana, additivo che rende solido il cemento. La tipologia edilizia adottata introduce così l’uso della volta in calcestruzzo; un edificio senza precedenti che diverrà archetipo. Un’ambiente principale, più vasto, coperto a volta o a cupola, veniva affiancato da altri ambienti laterali i cui muri divisori fungevano da contrafforte alle spinte delle volte: la sala centrale, coperta in molti casi da un triplice sistema di crociere si elevava al disopra degli altri ambienti circostanti per prendere luce dall’alto e poteva raggiungere i 25 metri di larghezza e i 75 metri di lunghezza.

Prima di accedere al complesso termale si depositavano i propri indumenti nello spogliatoioTermalismo (apodyterium) solitamente diviso tra uomini e donne ed era possibile usufruire di una prima piscina, la Natatio, una gigantesca vasca grande quasi come una piazza con un metro d’acqua, e/o utilizzare la palestra per gli esercizi e i giochi. Successivamente ci si dirigeva nella famose tre stanze: Cal idarium, Tepidarium e Frigidarium. La prima, riscaldata grazie agli appositi impianti ed esposta il più possibile al sole, sporgeva dal complesso architettonico ed era dotata di ampie aperture; realizzata in pianta centrale ospitava una o più vasche di acqua calda (alveus). Si proseguiva poi nel Tepidarium, ambiente di dimensioni minori mantenuto ad una temperatura moderata con una vasca di acqua tiepida, serviva per preparare il corpo all’ambiente successivo: il Frigidarium. Quest’ultima grande aula voltata era dotata di piccole vasche d’acqua gelida e da essa era possibile accedere nuovamente alla Natatio e ricominciare il percorso.

Aspetto fondamentale che possiamo trarre da questo archetipo è il ruolo che avevano gli spazi scoperti e gli annessi, che contribuivano in misura non indifferente, all’edificio termale. Ambienti situati all’interno del recinto che delimitava l’impianto, in cui era possibile continuare l’esperienza per la cura e il benessere del corpo e dello spirito. Oltre alla possibilità di potersi sottoporre a massaggi con oli o ad eseguire passeggiate nel parco si poteva sostare all’interno di suggestive esedre in cui si susseguivano biblioteche, sale di conversazione ed ambienti ricreativi.

Non è da sottovalutare l’importanza del ruolo sociale che le terme ebbero per la civiltà romana e sempre, quando ci accostiamo alla progettazione di un centro benessere, dobbiamo chiederci che tipo d’interazione tra i fruitori vogliamo ottenere. Inoltre, una moderna SPA, raccoglierà al proprio interno differenti pratiche che richiedono diversi approcci compositivi per rispettarne le caratteristiche formali. Bisogna perciò riuscire nel difficile intento di stabilire un unico linguaggio che leghi le molteplici esperienze sia in termini architettonici che in termini di risoluzione dei percorsi.

Rilevante da questo punto di vista è l’esperienza che ci arriva dagli antichi romani che hanno fatto delle terme un modello d’impianto, un esempio di disposizione degli ambienti, tale da rispettare le successioni dei diversi momenti. Ambienti che non trovavano perciò un ordine casuale ma che sono progettati in modo tale che i bagnanti seguano, in modo agevole, un percorso dettato dalle esigenze termali. Anche i rapporti architettonici vengono risolti con ingegno per creare un complesso compatto e organico dotato di percorsi anulari e unidirezionali attentamente studiati. Essendo il termalismo un tema ampio e ricco di esempi utili alla composizione architettonica di una qualsiasi area wellness, rimandiamo ai prossimi appuntamenti, ulteriori approfondimenti poiché una progettazione cosciente ci consente di “Costruire il Benessere”.

Ha collaborato l’architetto Maria Chiara Viola MABELLA offre ai lettori una linea diretta con l’architetto, che sarà a disposizione per rispondere a domande e quesiti che riguardino la progettazione e la realizzazione di un centro estetico, un centro benessere, una SPA. Per rivolgere le domande scrivere a: Architetto Stefano Sartori: info@sartoriarchitettura.com oppure a: Costruire il Benessere redazione@mabella.it

Stefano Sartori
Stefano Sartori si laurea in architettura allo I.U.A.V. nel 1983. Dal 2001 è titolare dello studio di progettazione “Sartori architettura” in Padova. E’ stato invitato come relatore in simposi di architettura e alcuni lavori sono stati pubblicati in riviste e pubblicazioni specializzate. Lo Studio, in grado di rispondere a richieste progettuali complesse a qualsiasi scala, sempre nell’ottica della sostenibilità e del risparmio energetico, ha progettato e realizzato, per la committenza pubblica e privata edifici nel campo residenziale, commerciale, direzionale; strutture alberghiere, spazi pubblici e infrastrutture; design masterplan; architettura d’interni, oltre che di progettazione diretta al recupero e riuso di edifici storici. Sartori architettura ha partecipato e partecipa a concorsi nazionali e internazionali.
Sartori architettura ● T +39 049 8760017 ● www.sartoriarchitettura.com