Il massaggio Watsu

26 aprile 2016

Non è molto conosciuto, ma sta ottenendo popolarità grazie alla combinazione con tecnica Shiatsu, stretching, mobilizzazione articolare ed altri trattamenti dolci, il tutto immersi nell’acqua. Il cliente, mentre galleggia, viene continuamente cullato e coccolato. Gli effetti rilassanti dell’acqua calda e delle manovre del terapista combinati con i movimenti del Watzu sono molto benefici. Il termine Watzu è nato una trentina di anni fa dalla combinazione di water (acqua) e Shiatsu. E’ un trattamento particolarmente profondo, attraverso l’utilizzo del galleggiamento in acqua, il terapista effettua manovre in modo da agire sui muscoli, viene effettuato in acqua calda o comunque ad una temperatura di 35° circa.

Il terapista supporta il paziente con le braccia, in questa maniera facilita il rilassamento, mentre le manovre consistono in stretching su varie parti del corpo, il tutto per ottenere un eccellente abbandono da parte di tutti i muscoli del corpo. Keith Mc Daniel esperto di questa disciplina asserisce che “una volta immersi nell’acqua sembra di stare tra sonno e veglia”, questa dichiarazione rende uno stato di rilassamento totale, durante il trattamento, inoltre si deve tener presente che il volto del terapista e del cliente sono sempre fuori dall’acqua, non sono previste immersioni o apnee. Il massaggio watzu non è per tutti perché richiede una grande fi ducia tra terapista e cliente, se una persona è troppo tesa non riesce a trarre i benefici dell’immersione (del corpo).

I benefici di questo trattamento sono la riduzione di ansia, stress e dolori in generale, il miglioramento del sonno e della digestione, la sensazione di benessere, la riduzione di tensioni muscolari, il miglioramento della respirazione profonda. Non sono ancora disponibili studi scientifi ci che dimostrano la correlazione tra Watzu e cura malattie specifi che, però si può asserire che danno benefi ci in alcune patologie anche neurologiche come M. Parkinson, ictus, paralisi cerebrali infantili, fibromialgia. Non vi sono controindicazioni tranne il lasciarsi abbandonare completamente all’operatore.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a fkt.mariangela@gmail.com

Mariangela Ciriello
Mariangela Ciriello si laurea come Fisioterapista nel 1982 presso l‘Università degli Studi di Milano. Inizia la propria carriera lavorativa presso alcuni Studi professionali e successivamente presso Ente Pubblico dove opera tutt'ora. Negli anni ha frequentato diversi corsi di perfezionamento e specializzazione oltre che nella riabilitazione post-traumatica anche in Terapia Manuale, Metodo MC Kenzie, Sharman, Trigger Point, Terapia Cranio-Sacrale, applicazioni Kinesio-Tape. E' Tutor per gli studenti di Fisioterapia e ha collaborato come consulente per i corsi di Ginnastica Fisioterapica presso il Comune di Milano. Vive a Monza.
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