Il dolore del travaglio: come conoscerlo e affrontarlo

Il dolore del travaglio: come conoscerlo e affrontarlo

La gravidanza è il momento in cui il corpo di noi donne attraversa la più grande metamorfosi, naturalmente pensata per apporre dei cambiamenti e preparare l’organismo all’incontro tra madre e bimbo.

Il parto è infatti la prima grande sfida, forse la più faticosa, che sancisce l’arrivo di una nuova vita e la rinascita di una donna come madre. Un evento travolgente spesso accompagnato da una grande perplessità: “Sarò in grado di affrontare il dolore del travaglio?”. È proprio di dolore che vorrei parlarvi, per provare a capirne le basi anatomiche, le funzionalità e le conseguenze.

GLI ORMONI DEL PARTO

Le contrazioni del travaglio sono la principale causa di questo dolore. Esse dipendono dalla contrattura dell’organo protagonista della gravidanza: l’utero, ovvero un muscolo che grazie alla sinergia tra due ormoni quali l’ossitocina e le prostaglandine, inizia a lavorare permettendo la dilatazione del collo dell’utero e la successiva nascita del bimbo. La percezione dolorosa stimola in prima battuta la produzione di adrenalina, necessaria per affrontare la contrazione, e successivamente endorfine, ormoni conosciuti come antidolorifici naturali. Il loro rilascio permette di avere un totale beneficio durante la pausa tra due contrazioni, arrivando persino ad addormentarsi nell’attesa della successiva stimolazione dolorosa.

Favorire l’equilibrio di questi ormoni durante il travaglio significa promuovere una nascita
fisiologica.

ASCOLTARE IL PROPRIO CORPO

Come fare per assecondare questo equilibrio? Non esiste una sequenza di azioni valide per tutti, ogni mamma, accompagnata da un’ostetrica, ha modo di sperimentare diverse strategie durante il travaglio per trovare la soluzione giusta da mettere in atto in quel preciso momento. La promozione del libero movimento durante il travaglio è la condizione necessaria per l’attivazione dei meccanismi ormonali: ogni donna, ascoltando il proprio corpo, è in grado di scegliere delle posizioni antalgiche per ottenere una maggior tolleranza del dolore e per favorire il rilassamento durante le pause. 

Ogni posizione è permessa, purché crei armonia tra il benessere di mamma e bimbo. Ci si può aiutare con cuscini più o meno grandi, con una fitball, con delle basi d’appoggio su cui sorreggersi nel momento in cui si decide di mantenere la posizione eretta.

Coinvolgere il proprio partner è un’ottima soluzione per farsi sostenere durante il dolore e perché no, farsi coccolare durante la pausa.

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LA RESPIRAZIONE E L’AMBIENTE

La respirazione profonda è una strategia che permette di evitare l’irrigidimento del corpo durante la contrazione, riuscendo involontariamente a ridurre la tensione della muscolatura perineale ed aiutando la fisiologica progressione del bimbo lungo il canale del parto. Seguire l’onda del dolore attraverso il respiro consente di capire quando arriva il momento giusto per favorire il rilassamento, così da sfruttare la pausa in tutta la sua lunghezza. Tenere una luce soffusa ed evitare forti rumori ambientali stimola la secrezione degli ormoni del travaglio ed il loro equilibrio fino alla nascita. Lo stesso bimbo avrà beneficio di questa condizione ambientale nel momento in cui si troverà a adattarsi alla vita extrauterina. L’utilizzo di acqua calda (37°C) è una valida arma per la tolleranza del dolore, soprattutto lombare, provocato dalle contrazioni uterine. È possibile immergersi in una vasca, sfruttare il getto di una doccia per indirizzarlo nelle aree maggiormente sofferenti, oppure aiutarsi con una borsa dell’acqua calda. Anche il massaggio può essere una soluzione, il beneficio in questo caso è molto soggettivo e la scelta della tecnica da utilizzare deve essere guidata dalle sensazioni materne al tocco delle diverse parti del corpo.

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CONSIGLI

È impossibile pianificare questo grande evento, né tantomeno provare ad immaginare le sensazioni che si proveranno, nuove e diverse anche per una mamma che ha già vissuto almeno una volta questo bellissimo viaggio. Il consiglio per prepararsi al meglio è di seguire un percorso di accompagnamento alla nascita durante la gravidanza. In questo frangente si ha la possibilità di apprendere da un’ostetrica alcune delle tecniche esistenti, sperimentarle su di sé ed imparare ad ascoltare la risposta del proprio corpo. È anche un’ottima occasione per confrontarsi, senza pudore, dubbi e perplessità sul momento più delicato della vita: l’arrivo di un figlio.

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