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Igiene in primo piano

29 maggio 2018

Creatività, eccellenza, intuito e innovazione sono qualità importanti per un Centro Estetico ma alla base di tutto c’è l’igiene della struttura e soprattutto degli strumenti.

La professionalità dell’operatrice va ben oltre l’obbligo di legge che già impone procedure di disinfezione e pulizia del luogo in cui si opera e della strumentistica che si adopera. Un Istituto con un aspetto curato e pulito è già di per sé un biglietto da visita per chi entra nel Centro, effettuare dei trattamenti ai propri clienti con attenzione e adottando tutte le misure igieniche adeguate crea oltretutto un rapporto di fiducia con il cliente stesso, fidelizzandolo.

Io consiglio sempre quindi, prima di iniziare il proprio lavoro, di osservare tutte le norme igieniche che garantiscono un ambiente perfettamente pulito, oltre questo suggerisco, visto che le mani di noi operatori sono sempre in primo piano, come un vero strumento di lavoro, di averne attenzione, un’unghia curata e una pelle idratata sono da esempio e stimolo per la cliente.

Quindi, direi che prima di iniziare ciascun servizio ogni operatore dovrebbe lavarsi le mani e indossare i guanti, cambiare tovaglietta e strumenti in base al lavoro che si va a svolgere. Durante il trattamento evitare di toccarsi bocca, occhi, viso, per preservare la corretta igiene.

Un argomento che spesso trattiamo nei corsi è relativo proprio alla pulizia, disinfezione e sterilizzazione degli strumenti; questi entrano in contatto la pelle, quindi occorre averne molta cura e attenzione. Gli strumenti prima di essere riutilizzati devono essere correttamente puliti, poi disinfettati e occorre non fermarsi qui: pulizia e disinfezione non rendono sterili gli strumenti.

Le soluzioni usate per pulire devono essere idonee al materiale trattato, nella concentrazione e soprattutto nei tempi indicati dal fabbricante, altrimenti possono far annerire o danneggiare gli strumenti, in particolare in corrispondenza delle giunture. Per eliminare piccoli residui bisogna ricordare di non usare mai spazzole in lana di ferro o di materiale abrasivo perché danneggiano gli strumenti. Basta usare spazzole in nylon, cotone o aria compressa.

Un altro metodo efficace per la pulizia profonda degli strumenti è la vasca ad ultrasuoni che, grazie al processo di cavitazione, svolge una sorta di microspazzolatura sugli strumenti eliminando i residui solidi e organici, in modo delicato, rapido e completo.

Per la disinfezione, naturalmente, esistono diversi tipi di soluzioni disinfettanti molto efficaci che agiscono in tempi diversi, alcune possono essere usate insieme alle vasche per ultrasuoni e questo consente un notevole risparmio di tempo nel processo di disinfezione. Ricordo che gli strumenti vanno risciacquati abbondantemente e asciugati con cura dopo la disinfezione, per eliminare eventuali residui che potrebbero danneggiare gli strumenti in fase di sterilizzazione.

A meno che il prodotto non abbia avvertenze particolari, per procedere alla sterilizzazione i metodi più usati sono l’autoclave, le sterilizzatrici a calore secco, quelle a sfere di quarzo e liquidi sterilizzanti. Il metodo di sterilizzazione più efficace è sicuramente quello con il calore umido, ovvero l’autoclave.

Nella camera di sterilizzazione, grazie alla combinazione di temperatura e pressione, il vapore arriva a toccare tutte le superfici degli strumenti eliminando non solo batteri e virus ma anche le spore, per una sterilizzazione totale e sicura. Gli strumenti, a seconda del tipo di autoclave, possono essere imbustati prima della sterilizzazione in speciali buste che permettono il passaggio del vapore, (sono un lato in carta ed uno in propilene) ma mantengono lo strumento sterile e perfettamente igienizzato fino all’apertura. Queste buste hanno un rilevatore di sterilità incorporato che cambia colore a contatto con il vapore alla temperatura di sterilizzazione, quindi, non ci si può sbagliare.

Mi voglio soffermare per finire sugli strumenti monouso. Sono strumenti che devono essere utilizzati su un unico cliente e poi vanno assolutamente sostituiti. Questi, garantiscono la massima igiene e sicurezza del cliente ed è sconsigliato il riutilizzo anche dopo processi di pulizia e disinfezione o sterilizzazione, in quanto non assicurerebbero una prestazione efficace e sicura.

Insomma, un Centro Estetico professionale lo si riconosce da come lavora nel suo insieme, dall’attenzione nell’igiene e cura del proprio lavoro, postazioni di lavoro ordinate e pulite, prive di oggetti non attinenti al trattamento, strumenti sterilizzati, prodotti all’avanguardia; noi operatori del settore sempre aggiornati e tecnicamente preparati. I Centri Estetici di oggi sono veri studi professionali che forniscono non solo bellezza ma anche benessere.

a cura di Federica Maselli, Responsabile Formazione TNS Firenze

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