Come identificare le apparecchiature conformi alla legislazione

22 aprile 2016

Il Cosmoprof è da 49 anni la piattaforma internazionale per il business della cosmetica e del benessere. Un vero e proprio “hub”books-927394_640 internazionale dove professionisti e decision maker si incontrano per sviluppare il proprio business. Tra gli espositori presenti alla manifestazione le aziende che operano nel settore delle apparecchiature per l’estetica professionale e la medicina estetica hanno messo in mostra tutto il loro potenziale. Tecnologie in parte già viste ma che hanno avuto la riconferma e/o il definitivo lancio attraverso molteplici modi di applicazione e di combinazione tra le stesse. HIFU, Fotobiostimolazione, LLLT, Criolipolisi, Microneedling, Fotoringiovanimento, sono state le keywords maggiormente sentite o lette passando attraverso gli stand dedicati alle apparecchiature sia di espositori italiani che stranieri.

Complessivamente, l’impressione di interesse dei visitatori che ho potuto ricavare è stata positiva e questo sottolinea un aspetto importante e cioè quel desiderio di attesa verso le novità del mondo dell’estetica professionale e di scoperta di nuove metodiche per combattere gli inestetismi. Tema, quest’ultimo, sul quale si concentra anche l’attenzione dei consumatori e dei frequentatori dei centri estetici. Un sicuro riconoscimento alle aziende per gli sforzi fatti nel mantenere sempre attiva l’offerta di nuove soluzioni high tech basate sulla continua ricerca ed evoluzione scientifi ca nel campo della medicina, da cui le succitate tecnologie traggono spunto.

Ancora una volta, però, il richiamo alla realtà è rappresentato dal Decreto 15 ottobre 2015 n. 206. E mi sono chiesto: “Quante delle tecnologie innovative proposte al Cosmoprof possono essere utilizzate per l’attività di estetista in Italia perché conformi a quanto previsto dal succitato decreto e dalle allegate schede?”

Rispondere non è facile, perché per farlo bisognerebbe conoscere a fondo le caratteristiche tecniche delle singole apparecchiature. E quifaust-1282372_640 entrano in gioco le informazioni che ogni azienda produttrice rilascia. Alcune molto precise e puntuali, altre insufficienti per comprendere ed esprimere un parere circa la conformità o meno delle singole apparecchiature a quanto richiesto dal decreto. Per alcune delle tecnologie, infatti, non sono riuscito a trovare alcun riferimento normativo nelle schede del decreto, nonostante significativi sforzi di fantasia e quindi, non utilizzabili. Ho visto alcune aziende proporre ancora la cavitazione, una tecnologia vietatissima per le estetiste come recita chiaramente il decreto, così come, in altri casi, mi sono rimasti dei dubbi su alcuni dati tecnici quali per esempio frequenza e potenza. Il mercato delle apparecchiature è complesso ed è necessario sapere come orientarsi nel mare magnum delle opportunità.

Avvisi ai naviganti

A coloro che svolgono l’attività di estetista Il decreto detta le regole per coloro che utilizzano le apparecchiature quindi: fissa gli obblighi a carico degli esercenti la professione di estetista, la cui violazione determina il sorgere di responsabilità. La primaria raccomandazione è quella di avere a disposizione una copia del decreto che si può facilmente ottenere attraverso internet, di leggerla con estrema attenzione, in particolare di soffermarsi sulle singole schede tecnico-informative allegate che identificano le caratteristiche tecnico dinamiche e i meccanismi di regolazione che debbono avere le apparecchiature e specificano le modalità d’uso, di applicazione e le cautele nell’utilizzazione. E’ responsabilità primaria degli esercenti la professione di estetista ottenere tutte le necessarie informazioni riguardanti le nuove tecnologie che intendono introdurre nei propri centri estetici, richiedendo una dichiarazione scritta di conformità a quanto previsto dal decreto con l’indicazione delle schede di riferimento allegate al decreto stesso.

Alle aziende (fabbricanti importatori, distributori etc.) che operano nel settore delle apparecchiature e tecnologie per l’estetica professionale

La legge vigente impone specifiche regole e pertanto ritengo sia necessaria maggior trasparenza e chiarezza nelle informazioni che le aziende produttrici forniscono rispetto alla conformità delle proprie apparecchiature. Pertanto, brochure, banner, flayer e qualsiasi altro materiale documentativo deve precisare le caratteristiche delle tecnologie in modo chiaro e inequivocabile. Questo consentirebbe di costruire rapporti di reciproca fiducia e di sicura soddisfazione. Serve un segnale forte sia da parte delle organizzazioni di categoria che dai singoli operatori che permetta di identificare le aziende che forniscono apparecchiature rispondenti alle normative di sicurezza e conformi alla legislazione attualmente in vigore, senza dubbi o incertezze per facilitare la professione di estetista. La FAPIB si impegna a fare in modo che i suoi associati soddisfino con risposte certe tali aspettative.

Al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero della Salute

Spero che alcuni autorevoli rappresentanti dei due Ministeri, che di concerto hanno gestito tutte le fasi del nuovo decreto 206/2015, abbiano potuto visitare il Cosmoprof 2016. E, se questo è accaduto, quanto osservato nelle sale dedicate alle apparecchiature per l’estetica professionale abbia fatto nascere alcune domande, molti dubbi e abbia potuto chiarire perché da più parti, durante le estenuanti e inutili riunioni del tavolo tecnico, la FAPIB avesse chiesto di valutare alcune schede relative a tecnologie già disponibili ma, ahimè, non proponibili ai professionisti dell’estetica professionale sul mercato nazionale interno. Spero che finalmente sia chiaro perché la nostra associazione abbia più volte sollecitato un incontro per definire processi più rapidi e più trasparenti per inserire nuove tecnologie nell’elenco – oramai superato e obsoleto (basti pensare all’utilizzo del termine apparecchi elettromeccanici) – di quelle tecnologie il cui utilizzo è concesso alle estetiste dal decreto 206/2015. Tecnologie a tutti gli effetti già pronte, richieste da un mercato che non ha gli stessi tempi della burocrazia Italiana e merita attenzione e prontezza nelle risposte. Non vorrei peccare di ottimismo, ma mi auguro che, se i funzionari dei Ministeri sono realmente stati presenti al Cosmoprof, abbiano capito proprio questo.

Franco Bernardo Cerisola
Ligure, ingegnere meccanico, laureato nel ’72, ha fatto numerose esperienze in aziende multinazionali quali Philips, 3M, Snia Viscosa in qualità di manager nel comparto della produzione e della gestione. Per 3M, settore medicale, è stato 2 anni negli Stati Uniti, occupandosi di trasferimenti e integrazioni di tecnologie tra Usa, Italia, Giappone. Tornato in Italia lavora in Amplifon e poi come direttore di stabilimento di una società americana con sede a Reggio Emilia. Nel 2003 approda al mondo dell’estetica, assumendo il ruolo di responsabile delle attività industriali per lo sviluppo di cosmetici e apparecchiature, della produzione e della qualità di GTS, riconfermato successivamente anche dalla nuova proprietà l’Alfaparf. Diventa consulente tecnico di Confartigianato, sedendo al tavolo tecnico del Ministero, istituito dopo il decreto del 2011, e oggi è un apprezzato consulente di Alfaparf.

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