Il grande potenziale dell’estetica

22 dicembre 2017

Evolvere si deve. Il mercato è in ripresa e rappresenta una grande opportunità di crescita per tutti. Oggi più che mai, per affrontare la domanda è necessario che il comparto professionale sia molto preparato. Le aziende si stanno attivando con diversi e innovativi servizi di supporto alla clientela. I prodotti sono sempre più performanti. Si va verso una cosmetica tailor made. La formazione gioca ancora una volta un ruolo determinante, ma non basta. E’ necessario che sia definita la specializzazione e quindi la competenza dell’operatore estetico ed è fondamentale che il settore sia adeguatamente normato per garantire maggiore sicurezza all’utente finale. Sentiamo il parere dei più autorevoli protagonisti di questo mercato

I dati dell’indagine congiunturale del primo semestre 2017 di Cosmetica Italia indicano chiari segnali di ripresa per il mercato dell’estetica professionale, con una chiusura dell’anno vicina a un +2%. Si può dire che si sia superata la crisi nel settore?  

Il mondo dell’estetica professionale oggi ha un grande potenziale ancora da sviluppare, e questo dato sicuramente ci proietta in una situazione attuale positiva, rispetto a quello che abbiamo verificato negli scorsi anni. Oggi in estetica si fanno trattamenti, attività, servizi che sono molto diversi da quelli che si facevano dieci anni fa. Oltre al dato puro, interessante è stato assistere, in questo decennio, a una vera e propria rivoluzione del settore dell’estetica professionale. Pensiamo per esempio a quanto sia importante e fondamentale oggi il contributo del nail nel settore dell’estetica, del quale però non abbiamo un dato separato. Il +2% rappresenta un dato significativo per poter dire che la “grande crisi” è stata superata, ma dobbiamo aspettarci ancora molti cambiamenti da parte di questo settore, che deve trasformarsi continuamente per adattarsi alle richieste del mercato. Il pensiero che mi viene in mente, parlando di numeri, è che meno del 30% delle donne, oggi in Italia, va almeno una volta all’anno dall’estetista. Questo è un numero che deve farci riflettere, se paragonato al dato che vede circa l’80% delle donne recarsi dal parrucchiere una volta all’anno. Questi dati indicano che il mondo dell’estetica professionale ha elevate possibilità di sviluppo, ma per aggredire questo potenziale bisogna trovare un comparto professionale preparato, adatto al mercato, normato adeguatamente e in grado di soddisfare la richiesta.

Il mercato interno è complesso, come è mutato il modo di affrontarlo da parte delle imprese e qual è il supporto che Cosmetica Italia offre alle aziende?  

Il mercato interno è sicuramente complesso in quanto le aziende hanno mutato il modo di proporsi alle estetiste. Notiamo un’attività commerciale meno aggressiva di qualche anno fa. C’è molta più attenzione a mantenere il cliente che a cercare quello nuovo e c’è una più sana gestione di quelli che sono gli investimenti verso il cliente, in termini formativi e di relazione. Oggi si investe maggiormente sulla fidelizzazione. Cosmetica Italia supporta le aziende con diversi progetti: il primo è legato al lavoro del nostro Centro Studi per monitorare il settore e fornire informazioni e dati utili alle nostre associate; un secondo progetto è quello dell’internazionalizzazione, in quanto seguiamo le aziende nel percorso di sviluppo delle attività all’estero; il terzo e importante capitolo è tutta la parte delle informazioni di carattere normativo-regolatorio di settore.

La digitalizzazione è entrata a pieno titolo nelle aziende stabilendo nuove regole e offrendo nuove modalità per comunicare sia al target professionale sia all’end user. Cosa ne pensa?  

Riteniamo che, purtroppo, oggi, il nostro canale sia quello che meno di tutti gli altri sfrutta le potenzialità della comunicazione digitale. La maggior parte delle estetiste hanno catalogato i propri clienti solo per nome, tralasciando il cognome; un’alta percentuale ha il numero del cellulare delle clienti, ma non ha alcuna informazione sulla data di nascita per poter svolgere attività come mandare auguri o promo zioni personalizzate. Siamo davvero agli albori della cultura digitale, ma più che guardare all’oggi, vorrei proiettare lo sguardo al futuro e pensare a cosa potremmo fare domani. L’estetista e le aziende di questo settore, devono costruire insieme una cultura digitale parlando al consumatore finale attraverso tutta una serie di attività sinergiche. Pensiamo a un’azienda che possa comunicare attraverso un sms o una semplice e-mail, una promozione speciale all’interno degli istituti di riferimento, sarebbe sicuramente un importante supporto per le nostre operatrici del settore. A tal proposito ritengo che le riviste di settore e la stampa abbiano un ruolo importante, in quanto sono in grado di arrivare direttamente all’estetista per formarle e informarle, sensibilizzandole all’uso e allo svolgimento di attività di comunicazione attraverso i mezzi digitali.

Come stanno cambiando i consumi nell’estetica?  

L’estetica è un settore che ha vissuto momenti particolari negli ultimi anni. Il cliente sta diventando sempre più consapevole e informato, e questo ha spinto sia le aziende sia gli operatori del settore a investire in innovazione, professionalità e aggiornamento. Alle aziende sono richieste apparecchiature sempre più sicure e dalle performance garantite, prodotti con ingredienti certificati e privi di effetti collaterali. Anche gli operatori dei centri professionali hanno dovuto impegnarsi per incrementare la qualità professionale dei loro servizi con l’acquisizione di nuove tecniche e con un approccio più personalizzato, per rispondere alle richieste specifiche di ogni cliente.

 

Quali sono i nuovi trend del settore della cosmetica e del mondo beauty che vedremo in fiera?  

A marzo vedremo sicuramente apparecchiature e prodotti molto avanzati, che uniranno l’innovazione tecnologica a ingredienti naturali e certificati, privi di effetti collaterali. Il trattamento estetico e beauty è sempre più legato alle nuove tecnologie digitali, e il cliente di oggi chiede effetti visibili fin da subito e duraturi nel tempo.

Cosa significa per voi customer experience?  

Customer Experience è soddisfazione delle esigenze peculiari di ogni cliente. Da alcune edizioni Cosmoprof Worldwide Bologna sta stimolando titolari e operatori dei centri estetici a incrementare la qualità dei trattamenti forniti alla clientela. Il cliente è alla ricerca di un’esperienza personalizzata e che risponda a esigenze specifiche. Per questo offriamo agli operatori del settore momenti di approfondimento, sia a livello tecnico sia a livello di management e gestione del centro estetico, per migliorare la propria professionalità

Innovazione e tecnologie, quali le novità e le tendenze?  

L’innovazione tecnologica cosi come nuove possibili metodiche messe a punto partendo dal mondo delle apparecchiature medicali o come sviluppo di attività di ricerca delle aziende impegnate nel settore dell’estetica professionale e medicale, sono oramai regolate, o meglio, « costrette» da quanto il decreto 206/2015 recita attraverso le note schede tecniche allegate al DL che identificano, in alcuni casi in maniera estremamente restrittiva, quali apparecchiature i professionisti dell’estetica possono usare. Ho avuto già occasioni, attraverso le vostre pagine, di esprimere la mia modesta opinione sul decreto e su quali fossero i suoi limiti, frutto di un «peccato originale», l’aver voluto mantenere come linea guida l’elenco di apparecchiature preparato alla fine del 1980 e allegato alla legge 1/90. A nulla sono valse le lunghe discussioni avvenute durante le riunioni del tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo Economico. Far riferimento a tecnologie di oltre 25 anni fa capire quanto obsolete e lacunose possano essere le schede a cui i centri estetici e i fabbricanti di apparecchiature debbono attenersi. Lo sforzo dei produttori di apparecchiature è rivolto alla evoluzione tecnologica dell’elettronica intesa in senso ampio del termine (componenti, sistemi di controllo, memorie, feedback) e all’innovazione intesa come affinamento e sviluppo delle tecnologie consentite, alla loro possibilità di combinare assieme metodiche e a sviluppare sinergie tra apparecchiature e prodotti cosmetici per aumentare gli effetti dei trattamenti sfruttandone le caratteristiche messe a punto per l’utilizzo combinato. La possibilità di aggiungere tecnologie innovative che hanno visto la luce negli ultimi 25 anni (perché questo è il gap temporale che il decreto non ha colmato; un esempio per tutti: assieme alla legge 1/90 vedevano la luce i primi telefonini cosiddetti portatili) è solo legata a un nuovo aggiornamento del decreto che richiede un iter burocratico legislativo estremamente lungo e laborioso con passaggi attraverso due Ministeri e la Commissione Europea per l’approvazione finale. Il mercato mondiale dell’estetica, che non deve rispondere a quanto previsto in Italia, è in continua evoluzione ed è in quel contesto che si possono trovare le indicazioni di quanto l’evoluzione tecnologica sta facendo attraverso le nuove apparecchiature che vengono proposte e mostrate nelle fiere di settore e al COSMOPROF nelle sue molteplici sedi. Le molte applicazioni del Laser, non solo nel campo dell’epilazione, i LED con le varie possibilità di luci monocromatiche (tra l’altro oramai presenti in ogni casa con le nuove lampadine a basissimo consumo energetico), l’uso di sorgenti fredde, così come gli ultrasuoni focalizzati, sono le tecnologie su cui stanno lavorando le aziende che operano nel settore dell’estetica professionale e medicale. Per le estetiste italiane queste tecnologie rappresentano il «canto delle sirene», irresistibile ma altrettanto pericoloso. Non vi è alcuna scheda nel famigerato decreto 206/2015 a cui possano in maniera chiara far riferimento le succitate tecnologie. L’utilizzo della «italica fantasia» prova a trovare delle affinità interpretative per poter dichiarare che tali tecnologie possono essere utilizzate perché rientrano in alcune schede; la nostra raccomandazione è quella di prestare molta attenzione e ottenere una adeguata documentazione che comprovi l’effettiva possibilità di utilizzo rispettando quanto il decreto stabilisce, ricordandosi che coloro che cedevano al canto delle sirene non facevano una bella fine.

Le apparecchiature possono regalare risultati performanti ma necessitano di un’adeguata preparazione. Come si sta muovendo l’associazione per contribuire alla migliore conoscenza e uso delle stesse?  

L’utilizzo delle apparecchiature consentite dal decreto e attualmente in commercio offre ampie possibilità alle estetiste di ottenere buoni e significativi risultati. Le aziende del settore, come dicevo, hanno messo a punto combinazioni di diverse tecnologie consentite in abbinamento a creme o sieri contenenti principi attivi che nell’utilizzo combinato sviluppano la loro massima sinergia. Continuamente vengono lanciate nuove metodiche per migliorare i risultati con le tecnologie disponibili nei centri estetici. Da parte dei professionisti dell’estetica è fondamentale una continua formazione per poter utilizzare completamente le potenzialità delle apparecchiature che hanno a disposizione. Le aziende produttrici offrono corsi di formazione specifici ogni qualvolta queste lanciano un nuovo prodotto o una nuova metodica. Le aziende non sono tuttavia dei centri di formazione permanente, sono a disposizione, con il loro know-how, delle organizzazioni che hanno come obiettivo l’istruzione, in particolare sono pronte a collaborare con le associazioni di categoria a offrire le loro competenze ogni qualvolta sia necessario far meglio comprendere quali sono i benefici che si possono ottenere attraverso l’uso corretto delle apparecchiature, in maniera chiara ed oggettiva, senza promesse miracolistiche ma con la certezza che i risultati si possono raggiungere con le corrette applicazioni e con una continuità di trattamenti e di stili di vita.

Apparecchiature e cosmetici, ci parla della collaborazione con Cosmetica Italia?  

Appare sempre più evidente che la combinazione cosmetico/metodica specificatamente studiati in combinazione con una altrettanto adeguata tecnologia, significhi offrire nuove opportunità al cliente finale. Da ciò deriva la necessità di una collaborazione sempre maggiore tra produttori di apparecchiature e produttori di cosmetici per l’estetica professionale; alcune aziende hanno già all’interno la doppia anima altre si stanno avvicinando. Come associazione di categoria abbiamo aperto un canale di comunicazione con COSMETICA ITALIA per far conoscere gli obiettivi e le caratteristiche della nostra associazione.

Il mercato dell’estetica è in evoluzione. Confartigianato chiede una revisione profonda e organica della legge sull’estetica. Perché?  

Oggi ci troviamo ad affrontare un mercato fortemente evoluto nel quale l’incremento e la modifica delle caratteristiche della domanda da parte dei consumatori richiedono al mercato non solo trattamenti volti al miglioramento estetico della persona, ma anche un elevato grado di specializzazione. Questo ha comportato la nascita di attività ancillari nell’ambito dell’estetica, sempre più specializzate, che richiedono da un lato competenze specifiche e dall’altro il rafforzamento delle competenze generali dell’estetista, per mantenere un elevato grado di protezione del consumatore in un ambito nel quale è assolutamente fondamentale preservarne la sicurezza e il benessere psico-fisico. Attività riconosciute dal mercato ma prive, da un punto vista giuridico, di una normativa di riferimento che tuteli la salute delle persone e definisca in modo uniforme i requisiti professionali richiesti per il loro esercizio. Tale situazione ha favorito il diffondersi indiscriminato di attività irregolari che, oltre a distorcere la concorrenza, ha abbassato notevolmente il livello di protezione del consumatore rispetto ai requisiti igienico-sanitari e di sicurezza garantiti dalle imprese di estetica regolari. Sotto un altro profilo, il mercato ha configurato in maniera sempre più evidente una relazione marcata tra bellezza e benessere psico-fisico, con la nascita di specializzazioni rivolte al sostegno delle fragilità psico-emotive riscontrabili in soggetti affetti da patologie o sottoposti a trattamenti sanitari, intervenendo sul rispristino dell’aspetto esteriore e sull’immagine di tali soggetti nei confronti della società.

Quali sono i contenuti della proposta?  

Benchè in 27 anni di vita, la legge 4 gennaio 1990, n. 1, abbia dimostrato di aver utilmente disciplinato gli scopi che il Legislatore si era allora prefisso, ovvero di arginare l’improvvisazione nell’esercizio dell’attività e qualificare il settore con un percorso di studio allora pionieristico e innovativo, per le ragioni sopra descritte, si rende oggi necessaria una vera e propria ridefinizione organica della norma. Sosteniamo, pertanto, una proposta che tenga conto della necessità di ampliamento e coordinamento dei diversi profili professionali, disciplinando al contempo le modalità di esercizio delle attività, stabilendo requisiti professionali omogenei e assicurando parità di condizioni di accesso al mercato da parte di tutti gli operatori professionali del settore. Tutto ciò assicurando, in primis, la tutela della clientela da un punto di vista igienico-sanitario.

Come si combatte l’abusivismo e come si garantisce sicurezza al consumatore finale?  

Sicuramente attraverso, appunto, un approfondito ammodernamento della vigente disciplina che regolamenti tutte quelle attività che si sono affermate sul mercato parallelamente a quella dell’estetista (tatuatore e piercer) o nell’ambito della stessa attività dell’estetista, pur con livelli di specializzazione inferiori (onicotecnico, truccatore, tecnico delle ciglia), o con un livello di specializzazione superiore (socio-estetista) e che preveda per ciascuna di questa figure percorsi formativi congrui e omogenei sul territorio nazionale. Senza dimenticare, ovviamente, l’importanza di una corretta e costante informazione nei confronti del consumatore rispetto ai rischi derivanti da trattamenti eseguiti da soggetti di carente o dubbia formazione e/o in assenza dei prescritti requisiti igienico-sanitari.

Estetista, dermopigmetista, onicotecnica…. La qualificazione è importante. Per voi come deve essere affrontato il tema della specializzazione?  

La specializzazione è molto importante nel settore dell’estetica e il tema non può essere affrontato con superficialità. Ogni tipo di specializzazione ha le sue particolarità e specificità , non si può pensare che un corso di pochi giorni possa rendere la necessaria competenza. E’ facile parlare di mode e tendenze di settore al fine di attrarre l’intraprendenza di giovani ragazze o donne in cerca di occupazione. Quando si tocca un settore che opera su tessuto umano necessitano competenze adeguate, pertanto è fondamentale giungere ad una specializzazione effettiva attraverso percorsi riconosciuti che possano qualificare e accrescere il livello di professionalità, che possano certificare realmente le competenze, poiché sappiamo che nei confronti di colleghe di altri Stati membri dell’Unione Europea, nel nostro paese le estetiste non hanno pari riconoscimenti. Percorsi che siano qualificanti per chi decide di operare in uno specifico aspetto dell’estetica, ma siano soprattutto riconosciuti, al fine di poter certificare reali crediti formativi qualora si volesse affrontare uno step successivo. Pensiamo inoltre che nell’arco della vita professionale dell’estetista sia necessario prevedere un piano di aggiornamento definito e cioè una formazione continua accreditata, senza la quale tutti i sacrifici in termini di tempo e denaro non contribuiranno a rendere una vera identità dell’estetista.

Uno dei problemi che affligge i centri estetici è sicuramente la pressione fiscale. A tal proposito, abbiamo recentemente letto di una vostra proposta pensata per dar loro un po’ di linfa e respiro.  

La pressione fiscale affligge tutto il tessuto produttivo italiano ma, quando parliamo di operatori che si spendono fisicamente, psicologicamente, con tante ore di lavoro per effettuare servizi alla persona allora non è difficile immaginare quanta poca equità ci sia nel nostro Paese, basti pensare semplicemente all’aliquota IVA che pesa sia sull’operatore di bellezza sia sull’utente finale. La nostra proposta per cercare di alleggerire il carico verte sulla possibilità del coworking. Di poter cioè condividere spazi con altri colleghi o specialisti in vari settori del benessere al fine di offrire servizi più ampi dividendo equamente le spese di gestione. Con questa proposta, inoltre, si aumenterebbe la possibilità di occupazione per molti operatori che, non potendo sopportare l’investimento di una nuova apertura o in difficoltà a mantenere una struttura aperta, tendono a riversarsi nell’operatività sommersa.

Estetica come valore sociale. Questo è un tema delicato che vi sta particolarmente a cuore. Ci spiega in quale modo l’estetica può davvero contribuire al benessere e alla rinascita delle persone?  

Su questo tema faccio una mia riflessione. Quando ascoltiamo una bella melodia il corpo e la mente ritrovano armonia e si prova benessere. Quando annusiamo un buon profumo iniziamo un viaggio sensoriale abbandonando pensieri brutti. Quando vediamo qualcosa di bello ci rallegra e ci affascina. Ecco, quando una persona è in condizioni di difficoltà perché malata, perché sola, perché non più giovane ed autonoma, la prima cosa che desidera è vedersi bella, ritrovare il piacere di guardarsi, la sicurezza nelle relazioni, la bellezza di sentire la propria pelle morbida e profumata. Tutto questo diventa melodia del diritto di una giusta dignità della vita, la possibilità di favorire una nuova speranza e una nuova rinascita.

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