La via del contatto Radici antiche e profonde

10 luglio 2014

Nostra madre si prendeva cura di noi. Quando il corpo è toccato, sfiorato con dolcezza, delicatezza e soprattutto con rispetto diventa nel tempo più fluido, elastico, morbido e più ricettivo. Secondo alcuni studi, la pelle ha una memoria antica, addirittura di quando eravamo nella pancia

Il contatto con nostra madre
Possiamo affermare che noi siamo la pelle di nostra madre. La pelle ricorda quei momenti di quando eravamo nella sua pancia, “Amniotic Touch”, e di quanto lei abbia accettato la sua nuova dimensione di donna nella gravidanza, non solo sul piano fisico ma ripercorrendo la sua storia di donna, dove tensioni e conflitti potevano emergere attraverso la nuova esperienza che la vita le donava. In un articolo del dott. Eugenio Ciuccetti, ho letto: “entro la 3° settimana di gestazione tutti gli organi del feto sono sviluppati e integrati con il sistema nervoso, tatto, olfatto, gusto, udito e vista. Il primo senso a svilupparsi è quello del tatto, deriva dall’ectoderma e svolge numerose funzioni come demarcazione e protezione fisica del nostro organismo e regolazione della temperatura corporea”. Nel feto alla 7° settimana sono presenti i recettori della zona del perineo, all’11° quella del viso, del palmo mano e pianta del piede, entro la 20° settimana sono presenti i recettori su tutto il corpo. La pelle ricorda… Dunque la pelle ricorda la crescita espansiva del corpo durante tutta la gestazione. La pelle ricorda anche il momento del concepimento di quanto noi siamo stati desiderati, accettati, voluti dai nostri genitori. Molti ricercatori nel campo della psicobiologia, psicogenealogia, parlano di decodifica biologica, di conflitto programmante: è come se ci fosse un orologio biologico che con cadenza precisa si enuncia con un conflitto non risolto, sospeso da generazioni. Si parla inoltre di cicli biologici, di memorie cellulari legati ai primi 27 mesi della vita. La pelle ricorda tutta la nostra storia e tutto ciò che è accaduto nel passato, questo ci serve per espandere la nostra consapevolezza e fa parte dell’evoluzione di noi esseri umani.

Un contatto morbido e accogliente
Quando il corpo è toccato, sfiorato con dolcezza e delicatezza e soprattutto con rispetto diventa nel tempo più fluido, elastico, morbido e più ricettivo. Tanto più l’esperienza della tenerezza e morbidezza si fa spazio, tanto più noi proviamo un progressivo senso di rilassamento e di quiete. C’è un momento bellissimo che accade dove tutto sembra fermarsi, la mente si quieta, i muscoli si distendono e si allungano, il respiro diventa più profondo, i battiti cardiaci rallentano, tutto intorno a noi è silenzio, sei avvolto dal silenzio dentro e fuori. Ecco che improvvisamente scopri la bellezza del tuo esistere, dell’esperienza che stai compiendo, sei nel presente e ciò ti permette di godere della tua individualità. In quel momento molte cose che a te sembravano importanti potrebbero assumere nuovi significati. È un atto di grande guarigione e rigenerazione che si crea dentro di te. Come dicono Padre Antonio Gentile e Andrea Sholler nel loro libro “Dio nel silenzio” Edizione Ancora: “Esiste un luogo dove la meditazione è già presente, in maniera misteriosa e reale. Questo è il luogo del cuore. A tale profondità interiore la comunicazione con la sorgente è il fondamento di ogni realtà è immediata perché DIO è installato nel cuore delle creature e Cristo abita per la fede nei cuori dei credenti.” Tu possiedi dentro ciò che cerchi fuori.

Il silenzio
Dopo che sei stato massaggiato, rimani silenzioso, dopo il massaggio, lasciati avvolgere dal silenzio, che penetri in ogni tua cellula del corpo. Più sei nel silenzio e più l’opera di espansione di te si compie e più abbandoni quelle parti di te che non son più necessarie e comprendi che ogni esperienza è un frammento di una verità ritrovata che poi determina uno sviluppo progressivo ed espansivo di te. Il maestro Osho diceva: “Diventa silente, libero, all’erta, consapevole e sveglio…” in questo modo si introduce la luce nel proprio essere. Auguro a tutti voi che attraverso il contatto-massaggio possiate portare benessere, salute e bellezza all’altro e che doniate un profondo senso di rilassamento che è uno dei fenomeni più complessi, estremamente ricco e multidimensionale. Rilassarsi significa inoltre lasciarsi andare, aver fiducia, arrendersi, mettere da parte il proprio ego.

Un consiglio
Cammina lentamente, mangia lentamente, parla lentamente, massaggia lentamente, e in silenzio rimarrai sorpreso.


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