Fatelo a colori

7 aprile 2018

Spose colorate, eccentriche che scelgono di vivere liberamente il loro “giorno più bello”. Spezzar ela monotonia di una cerimonia classica, stupire con qualche coup de théâtre, l’importante è essere se stessi.

Sul trucco per il matrimonio ho tenuto un numero infinito di corsi, scritti parecchi articoli e anche un libro da cui è tratto in parte questo articolo (Il Trucco per La Sposa Edizioni Meriwast, Milano 2014). Dalla mole di tale attività “matrimoniale”, si può comprendere facilmente che le sposine eburnee, immacolate, virginali e nivee, mi abbiano proprio stufato.

E da parecchio. Insomma, il matrimonio è anche una “bella festa”, perciò, sacrificare abito, trucco e acconciatura (e magari anche allestimento, catering e annessi e connessi) alla tradizione, in genere noiosissima ma tanto amata da mamma, papà e qualche zia baffuta, è proprio un peccato. Intendo dire che la donna che si sposa investe tantissimo in termini di emozione: è la realizzazione del sogno, il coronamento dell’essere donna, il presupposto per procreare e diventare madre.

Perciò, sacrificare tanto sentire sull’altare della tradizione, fa venire voglia di cambiare le cose trasgredendo un pochino… Talvolta la sposa vive con difficoltà il rigore della tradizione e desidera spezzare la “monotonia” della cerimonia classica, con innovazioni e magari con qualche coup de théâtre. A cominciare dall’abito, che dovrà stupire, perlomeno un po’. Ecco che l’abito pur di fattura classica diventa rosso tramonto o verde smeraldo o giallo curcuma.

Perciò, senza prenderla troppo sul serio, durante i miei corsi sul matrimonio ho, man mano pensato a soluzioni meno solite, immaginando spose colorate o eccentriche che, pur affrontando il matrimonio con tutto il trasporto e l’impegno del caso, non accettano di farsi imbrigliare dai dogmi borghesi e scelgono di vivere liberamente il loro “giorno più bello” non in conformità con la tradizione, ma col loro modo di sentire. Eccovi qualche esempio.

La Sposa in nero

Con Vincenza Maria Cioffi abbiamo sperimentato più versioni. Il servizio fotografico di Vincenza Maria Cioffi nacque sull’idea di una “sposa in nero”: stufo delle solite spose eburnee, trovando il viso giusto che sdrammatizzasse una scelta così azzardata, mi ero ripromesso che alla prima occasione, avrei voluto tentare una sposa in nero. Vedendo Vincenza, pensai subito al trucco che si faceva Mirella Petteni, celeberrima modella italiana degli anni ‘60/’70: niente linee, un gran gioco di chiaroscuri e ciglia finte a ciuffi, incollati a raggera, per ingrandire gli occhi e farli sembrare splendenti come stelle.

Il trucco è molto semplice da eseguire, ma sia datta ad occhi regolari e abbastanza grandi. Importante è l’applicazione delle ciglia a ciuffetti, ritagliate da frangia intera per ottenere l’effetto a raggera, come si vede nella figura sopra.

La Sposa arancione

Una sposa in arancione e platino per Federica. Grazie all’aiuto di Alessandra Amabile che è arrivata in mio soccorso con una valigiona piena di accessori e alla rosa arancione comperata insieme la sera prima dietro piazza Garibaldi, è stato possibile realizzare questo allegro e vivace abbinamento cromatico. Il maquillage è caratterizzato, graficamente da:

  1.  La linea della mezzaluna si snoda parallelamente rispetto al tratto di eye-liner superiore.
  2. Il trucco della palpebra inferiore, sfumato solo nella parte e mantenuto nitido in quella superiore, proprio per evidenziare, con uno stacco netto, il disegno della mezzaluna.
La Sposa reticolata

Grazie alla disponibilità di Isabel Caceres Carabajal eliminai le poche sopracciglia rimaste per creando un gioco di chiaroscuro che permette di intuirne l’arco senza disegnarlo. Eliminando le sopracciglia, ho potuto realizzare questo look molto sofisticato e inusuale, i cui punti chiave sono:

  1. sopracciglia assenti, sostituite da un gioco di luce e ombra.
  2. contorno con eye-liner che disegna gli angoli interni e resta aperto a quelli esterni.
  3. il disegno del contorno è accentuato dalle ciglia artificiali, intere, superiori e inferiori.
  4. matita chiarissima lungo il bordo inferiore.
  5. rossetto color ghiaccio.
  6. fard neutro applicato tra gli zigomi e le mandibole.
La sposa in rosso

Quando i cinesi portavano il codino, intrecciavano ai capelli dei fili rossi, per allontanare i maligni influssi, e le stoffe rigate di rosso erano le preferite. Per il medesimo motivo in Cina il rosso viene usato di frequente per le fodere delle tasche degli abiti, e tutti gli editti imperiali erano scritti con inchiostro rosso.

Il Rosso è il colore più stimolante; è allegro e vivace. La Bibbia ne parla indicando la vita, il sangue, la terra (Ap 6,4). Ecco una serie di buoni motivi per scegliere il rosso come colore dominante per il matrimonio: un colore molto, molto benaugurante. Quindi rosso dappertutto: sugli occhi, sulla bocca e, ovviamente sull’abito.

La Sposa in fucsia

Il Fucsia prende il proprio nome dal fiore della pianta del Fuchsia. Esiste anche una variante più tendente al rosso chiamata fucsia fashion o Fucsia Hollywood oppure anche Ciliegia Hollywood; molto usato nella moda femminile per i vestiti, le scarpe e accessori. La prima volta che si è usato il termine fuchsia per definire tale colore è stato nel 1892.

Affine al fucsia è il color porpora nelle sue sfumature più chiare e brillanti. Nella Chiesa la porpora è il colore dell’Avvento, il simbolo della venuta di Cristo; ciò ricorda i tempi nei quali la porpora era sacra a Osiride e più
tardi a Giove. La Bibbia riserva il rosso porpora ai ricchi ed ai principi (Giud. 8,26; Est, 8,15; Le, 16,19). E noi, seppure con minore solennità, lo suggeriamo anche alle spose.

La Sposa in bianco (ma esotica)

Per chi ama qualche cosa di particolarmente decorativo e anche un po’ esotico, ecco la proposta fatta a Stefania Crispino. Questo trucco va eseguito su occhi grandi e abbastanza regolari. I colori sono neutri, nero e marrone, ma l’insieme risulta particolarmente prezioso. I punti chiave del maquillage sono:

1. Con un ombretto nocciola, e quindi neutro, ho sfumato le palpebre, le tempie e le guance, a mo’ di fard.

2. Fondotinta bianco applicato ai lati degli occhi per “divedere” le due ali che si aprono agli angoli esterni.

3. Su di esso ho applicato un ombretto in polvere libera molto perlato, color ghiaccio.

4. Con lo stesso procedimento ho segnato l’”apertura” chiara agli angoli interni.

5. Sopracciglia spazzolate con cura e fissate in verticale.

6. Punto luce color ghiaccio sotto l’arco sopraccigliare

7. Un altro look mediorientale, questa volta più audace, eseguito con glitter e diamantini sulla fascia decorativa posta agli angoli esterni degli occhi.

8. Glitter in tinta applicati con del gel per capelli, all’apertura triangolare esterna.

9. Ciglia artificiali intere con disegno “a stella” sulla frangia superiore e a ciuffetti singoli su quella inferiore.

Testo parzialmente tratto dal volume “Il trucco per la sposa” di Stefano Anselmo; ediz. Meriwast 2014, Milano meriwast@gmail.com

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Stefano Anselmo
Stefano Anselmo esercita la sua attività in molteplici campi della moda, al fianco dei migliori stilisti nelle sfilate del "Prè à Porter" di Firenze e dell'alta moda di Milano e Roma. Collabora con le più note riviste e agenzie pubblicitarie, firmando campagne stampa e televisive, fino alla discografia, dove, tuttora è presente nella realizzazione di copertine per dischi realizzati da autori di grande prestigio nel campo della musica leggera. Suoi sono i maquillages delle folli copertine di Mina, con cui collabora dal '77 (copertine dei dischi, definizione dell'immagine in generale, del trucco, in post-produzione, interventi al computer grafico, ecc.). Gli innumerevoli look della fatale Anna Oxa (dall'83 fino al look "acqua e sapone" del 2001 con la creazione di circa una ventina di look diversi per CD, festival di Sanremo, " Fantastico 1 ", " Fantastico 2 " e altri spettacoli televisivi).
Consulente d'immagine e trucco per servizi fotografici, campagne pubblicitarie, video-clip musicali, ha curato gli effetti speciali di numerosi spot pubblicitari, insegnante quasi per vocazione, ha lavorato in molti paesi d'Europa, in Medioriente, in Africa e negli Stati Uniti.
Stefano Anselmo vanta al suo attivo oltre duecento articoli scritti per le maggiori riviste di settore: Les Nouvelles, Estethiques, Salon, La Pelle Beauty, Esthetitaly, Fashion dove intrattiene i lettori trattando di trucco, moda e di tutto ciò che è legato al mondo dell'immagine. E' anche autore di parecchie pubblicazioni librarie, perlopiù tecniche, sul trucco e sull'Africa. Dal 2003 ha iniziato una collaborazione con l'Università I.U.L.M. di Milano dove ha tenuto lezioni sul costume africano all'interno di " Esperto nei Processi di Integrazione Multietnica ".
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