Essere meglio di se stessi

18 novembre 2018

Dietro a ogni successo personale o lavorativo c’è grande impegno, determinazione, preparazione, costanza e motivazione. Facile a dirsi, non banale da mettere in pratica. Difficile darsi delle regole, complicato rispettarle. Faticoso guardarsi dentro cercando di essere onesti con se stessi. Invisibile il lavoro che c’è sotto per cercare continuamente di migliorarsi. La storia che raccontiamo è la bella sintesi di tutto questo.

La motivazione è l’energia che muove ognuno di noi verso azioni che consentono di conquistare i nostri obiettivi. Senza motivazione è difficile realizzare qualsiasi cosa. Ma sta a noi, alla nostra mente e al nostro cuore trovare la strada. È il modo in cui pensiamo alle cose che ne determina l’esito. Se vogliamo raggiungere un traguardo, dobbiamo essere consapevoli che il conseguimento dello stesso è possibile solo con un costante impegno, una ferrea volontà e il sincero desiderio di arrivare a un risultato.

In questa rubrica raccontiamo storie di persone che ci hanno emozionato, che ci hanno fatto riflettere. Storie che riteniamo possano essere di stimolo per tutti.

L’Ironman e lo sport come metafora della vita, è da qui che parte il racconto di Lorenzo Bassi, 30 anni, head hunter di professione, super sportivo nel privato.

Spieghiamo subito cosa è l’Ironman

L’Ironman è una gara di Triathlon durissima composta da tre pratiche sportive che si succedono l’una con l’altra senza sosta. Tre frazioni dove si nuota per 3,8 km, si pedala per 180 km e si corre per 42 km. Una competizione molto faticosa, lastricata di difficoltà e insidie, che ha quasi dell’impossibile e chiama in gioco tre elementi fondamentali il Fisico, la Testa e il Cuore.

Quale ruolo hanno il Fisico, la Testa e il Cuore?

In una gara di resistenza sono fondamentali. Il Fisico è la macchina che ti porta al risultato, ma deve essere ben allenato e ben preparato per sopportare la fatica e lo sforzo. La Testa ti permette di essere sempre centrato e abbastanza lucido e determinato, anche quando pensi di non farcela. Infine il Cuore. Il Cuore ti fa arrivare all’obiettivo, perché quando vuoi una cosa con tutto te stesso, con tutto il tuo Cuore, nulla è impossibile. Nulla!

Come si arriva a decidere di partecipare a una gara come questa?

Premetto che sono un grande appassionato dello sport e da sempre pratico differenti attività. Inoltre, da qualche anno ormai seguo i consigli e gli allenamenti del mio preparatore (e amico) Eros Grazioli. Avevo sentito parlare di questa gara di Triathlon come una delle più dure al mondo. Quattro anni fa partecipai come staffettista a un Mezzo Ironman, e mi sono subito sentito attratto dall’atmosfera che si respirava. Da quel momento ho pensato che un giorno l’avrei fatta anch’io.

Alla decisione, però, sono arrivato quasi per caso a soli quattro mesi della gara (ma con una buona preparazione e un 70.3 alle spalle), quando quest’anno al mio compleanno, d’impulso, mi sono detto “se non ti iscrivi non avrai mai la voglia di farlo”. Volevo mettermi alla prova, superando i miei limiti, in una sfida intensa con me stesso, consapevole che portarla a termine non sarebbe stato facile.

La vera complessità, infatti, sta dietro alla gara, perché alla fine nessuno ti obbliga a duri allenamenti. Sei tu, e solo tu, a doverti porre degli obiettivi e a darti regole, disciplina e metodo, oltre a dover esprimere una sincera voglia di raggiungere quel traguardo.

Questa non è solo una disciplina sportiva, ma una filosofia, cosa si è portato a casa da questa esperienza?

Si, è vero! L’Ironman non è solo una gara. È un meraviglioso viaggio alla scoperta di se stessi. È quella che definisco la sfida mentale più bella e difficile della mia vita. Un’esperienza che mi ha reso più forte e migliore di prima e mi ha allenato ad affrontare i problemi con metodo, preparandomi minuziosamente e dando sempre il massimo.

Ci sono molte analogie con la vita quotidiana, credo infatti che tutti siamo chiamati ad affrontare un Ironman: c’è chi si imbatte con difficoltà al lavoro, chi ha problemi con i figli, chi si scontra con la malattia… Al di là di quale sia la sfida, la cosa importante non è solo ottenere un risultato, ma è soprattutto come lo si raggiunge. Il farlo con rispetto e lealtà, senza cercare scorciatoie, sfidando il proprio fisico e la propria mente, mettendo sempre tanto cuore per essere “meglio di se stessi”… meglio di come eravamo ieri…e puntando, anche con errori e difficoltà, a migliorarci sempre un po’, ogni singolo giorno.

A lei, che tutti i giorni si occupa di selezione del personale, vorremmo chiedere un consiglio per migliorare le performance nel lavoro?

L’immagine simbolo di Carter & Benson, l’azienda per la quale lavoro, è un iceberg con un claim che recita “se puntate al vertice, sapete quanto lavoro invisibile c’è sotto”. Penso che alla base del successo ci debba essere profonda competenza e conoscenza della materia oggetto del proprio lavoro e tanto allenamento. A questo poi aggiungerei altri ingredienti preziosi. Prima su tutti la motivazione e poi la capacità di porsi degli obiettivi, di organizzarsi, di sapersi concentrare, di gestire lo stress, di non arretrare al primo ostacolo e di non dimenticare che in tutto ciò che facciamo la volontà è tutto.

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