Esperienze che cambiano la vita

19 aprile 2018

Nel recente convegno di aggiornamento organizzato da OTI, tenutosi a Milano il 26 febbraio, sono emersi aspetti di grande interesse che riteniamo importante condividere, non solo per sensibilizzare su questi temi estremamente attuali e delicati, ma anche perché l’estetica oncologica può realmente rappresentare un modo per diversificare la propria attività portandola a un livello più alto di conoscenza e abilità.
Una delle prime slide con le quali avete aperto il convegno di aggiornamento OTI recita: “Questa esperienza ha cambiato la nostra vita”. Perché? Ce lo spiega Angela Noviello, Direttore Italia e Coordinatore Europa OTI Oncology Training International – Oncology Esthetics.

È esattamente così, il mio viaggio negli Stati Uniti alla scoperta dell’Estetica Oncologica ci ha resi spettatori e noi in particolare un po’ attori Protagonisti di un’evoluzione importante. Tutto quello che è sempre stato considerato impensabile ora è una realtà. Per tanti anni abbiamo cercato di prenderci cura delle persone che si trovavano ad affrontare le terapie per una patologia oncologica, avremmo voluto mettere a disposizione la nostra esperienza in ambito estetico per dare alle nostre clienti la possibilità di vivere una parentesi di serenità in un momento particolarmente difficile della loro vita, ma questa possibilità fino a pochi anni fa ci è sempre stata negata.

Ma “Dottore… “Perderò i capelli?” è rimasta nel tempo (e lo è tuttora) una delle domande ricorrenti che segue la comunicazione di una diagnosi di tumore, e proprio questa domanda ha sollecitato medici e psicologi all’attenzione di aspetti che fino a qualche tempo fa erano considerati frivoli e marginali. Gli effetti collaterali delle terapie oncologiche impattano spesso inevitabilmente sulla percezione della propria identità: perdita dei capelli, perdita di ciglia e sopracciglia, variazionidi peso, mutilazioni, edemi, pallore e occhiaie inducevano le persone a viversi solo come malati.

Oggi grazie anche all’Estetica Oncologica è possibile “prendersi cura” delle persone interamente. Nel 2013 grazie all’esperienza internazionale di OTI Oncology Esthetics e alla ricerca scientifica comincia a prendere forma, anche in Italia, un nuovo concetto di estetica l’“Estetica Oncologica” quale trattamento complementare alle terapie convenzionali il cui obiettivo è quello di contenere e laddove possibile prevenire gli effetti collaterali delle terapie di competenza estetica nella tutela prima di tutto della sicurezza delle persone.

Le estetiste sempre più spesso, purtroppo, si trovano ad affrontare la “malattia” nel corso della propria attività lavorativa. In questi ultimi anni infatti si è registrato in Italia un costante incremento della prevalenza di persone con una storia di patologia oncologica: siamo passati da 2 milioni e 244 mila nel 2006 a oltre 3 milioni di casi nel 2016, con una previsione stimata di 4 milioni e mezzo previsti nel 2020.

Il mondo dell’estetica è sensibile allo scenario presente e futuro e pertanto vuole essere preparato per poterlo affrontare con competenza e sicurezza. La patologia oncologica, una volta considerata solo un “male incurabile”, è diventata spesso una malattia da cui si può guarire o con la quale si può convivere ma è importante consentire alle persone una qualità di vita che non le debba privare di tutti quei piccoli rituali di bellezza e leggerezza a cui erano abituate.

I benefici dei trattamenti estetici al viso, al corpo, alle mani, ai piedi e i massaggi, eseguiti prima durante e successivamente ad una storia di malattia sono davvero innumerevoli. Oggi più che mai è necessario impostare un approccio integrato multidisciplinare e l’estetica oncologica trova finalmente la propria dimensione.

Siamo presenti in più di trenta ospedali su tutto il territorio nazionale dove Professioniste Certificate OTI con passione e determinazione hanno portato, in qualità di Volontarie, e grazie al supporto delle Associazioni, le linee guida del metodo OTI all’interno dei reparti ospedalieri. Possiamo prenderci cura delle persone in terapia perché avvallate da personale medico che crede fortemente nella presa in carico del paziente a 360°.

Ecco perché “è cambiata la nostra vita”, abbiamo dimostrato di non essere solo visionari abbiamo dimostrato concretamente l’importanza di una innovativa declinazione dell’estetica e possiamo dare finalmente il nostro concreto supporto a quanti si trovino ad affrontare un momento difficile nel cammino della propria vita. I benefici del nostro lavoro che inizialmente possono sembrare superficiali, impattano in modo straordinario sullo stato emozionale, psicologico e sulla qualità della vita delle persone.

Quali sono i benefici che può apportare l’estetica oncologica e come è necessario affrontare il percorso formativo?

L’estetica oncologica è una nuova specializzazione da abbracciare con coscienza, sono molte le estetiste che dimostrano amore e passione per il proprio lavoro, ma quando il cliente è una persona in cura l’empatia da sola non è sufficiente a garantire la sicurezza del trattamento stesso. È fondamentale acquisire tutte le informazioni corrette per poter adattare la propria operatività personalizzandola sulla persona che necessita di un trattamento estetico, rispettando la personale storia clinica e lo stato attuale di salute che potrà consentire il trattamento solo se eseguito rispettando rigide linee guida.

È fondamentale la stretta collaborazione con i medici. Il nostro metodo OTI infatti prevede il trattamento estetico solo se avvallato da personale medico. Per rendere questo possibile è necessario dimostrare conoscenza, competenza, credibilità e avvalersi di basi scientifiche comprovate. L’estetista dovrà infatti trasferire al medico di riferimento la propria esperienza e l’evidenza nell’aver acquisito le corrette competenze attraverso percorsi di formazione credibili e avvalorati da studi scientifici.

L’estetista correttamente formata potrà finalmente essere di supporto ai propri clienti in relazione ad una moltitudine di effetti collaterali causati dall’assunzione di chemioterapici, radioterapia, ormoneterapia, terapie biologiche. I trattamenti complementari, rivolti alle persone in cura, eseguiti con il fine di generare benessere sono per il mondo dell’Estetica una vera Conquista!

Nell’estetica oncologica è necessaria tanta sensibilità. Qual è il modo corretto per relazionarsi tra estetista e cliente? Risponde la dottoressa Elena Pagani Bagliacca, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta.

Quando una malattia come il cancro irrompe nella vita di una persona tutto viene messo in discussione: le paure prendono il sopravvento e le certezze di sempre crollano. Per questo motivo una persona ammalata sviluppa una tale sensibilità che bisogna riconoscere e rispettare nella vita di tutti i giorni, in primo luogo per non correre inavvertitamente il rischio di ferirla e, secondariamente, per tutelare chi vi si avvicina (“cosa si può dire a una persona malata di cancro?”).

Questo vale nella vita personale ma anche, e soprattutto, in quella professionale. Occorre perciò ricordare che i professionisti che decidono di intraprendere un percorso rivolto all’aiuto di queste persone dovranno instaurare con loro una “relazione d’aiuto”, ovvero un particolare rapporto caratterizzato da: onestà (è importante essere se stessi, senza forzarsi in modi o comportamenti non veri); fiducia (la persona che si ammala di tumore ha bisogno di potersi “mettere a nudo” davanti alla propria estetista, non solo spogliandosi dei suoi vestiti, ma anche delle sue paure e delle sue emozioni; per questo la costruzione di un rapporto di fiducia risulta essere ancora più delicata); rispetto (in questi casi non si deve mai giudicare come una persona reagisce, cosa sceglie di comunicare o di condividere; sentenziosità e giudizio dovranno esser messi da parte lasciando spazio solo ad accoglienza incondizionata); empatia (senza dubbio la parte più complessa della relazione, ovvero la capacità di mettersi nei panni dell’altra persona senza tuttavia identificarsi con lei e con le sue emozioni; è importante infatti mantenere la giusta distanza, in quanto è questo il solo modo per poter starle accanto ed aiutarla).

All’interno della cornice della relazione d’aiuto, è bene tenere in mente che la comunicazione non è data solo da ciò che si dice, ma anche da come lo si dice. In altri termini, esiste una comunicazione verbale (che come prima specificato dovrà esser scevra da contenuti giudicanti o frasi “fatte” e poco sentite, cercando altresì di rispecchiare il più possibile il contenuto riportato dalla cliente) ed una comunicazione non verbale, che in una professione come quella estetica, può diventare un aiuto nonché uno strumento fondamentale.

Infatti si può esprimere vicinanza attraverso, ad esempio, la postura, lo sguardo, un semplice tocco od una carezza.
Dal mio punto di vista ritengo che lavorare con e per una persona che si ammala sia una grande opportunità di crescita, professionale ed umana.

Alla dottoressa Elisabetta Casale, Cosmetologa, chiediamo quali sono i prodotti cosmetici che è più opportuno utilizzare in presenza di una pelle che ha subito una radioterapia e quali accorgimenti suggerire alla cliente.

Una delle principali funzioni dell’epidermide è quella di creare una barriera tra l’ambiente interno e l’ambiente esterno, proteggendoci. Se la pelle è lesa o compromessa da terapie oncologiche la barriera cutanea è più fragile e la funzione barriera meno efficace. Le terapie oncologiche, come la radioterapia, spesso provocano anche danni cutanei, questi non possono essere completamente evitati, ma un intervento prima e durante il trattamento può aiutare a limitarli.

L’errore più comune è attendere che i sintomi si manifestino, per poi correre ai ripari, attenzione perché un importante lesione cutanea è difficile da trattare e può far sospendere le cure. Fondamentale è quindi prevenire con una accurata detersione, seguita da idratazione e nutrimento della cute. La miglior detersione da usarsi in caso di cure oncologiche è la detersione per affinità.

La detersione per affinità, lo dice il nome, deterge perché simile scioglie simile, senza irritare o deprivare di lipidi, anzi i detergenti affini nutrono perché contengono una parte grassa. detersione se non è restitutiva e quindi non dona una componente grassa che aiuti il film idrolipidico, tende sempre a perturbare pesantemente gli equilibri della pelle, andando a perturbare ulteriormente un bilancio che durante le cure è già influenzato da farmaci e radiazioni.

Quindi per il viso utilizzare detergenti senza tensioattivi aggressivi, meglio un latte detergente, un burro detergente o una crema detergente. Se dopo il latte detergente o la crema detergente, il risciacquo con acqua dovesse seccare troppo, la cosa migliore è quella di utilizzare un tonico idratante senz’alcool. Per il corpo o il cuoio capelluto/capelli, utilizzare oli lavanti, shampoo olio e limitare o sospendere l’utilizzo di prodotti schiumogeni.

Mi raccomando tutti prodotti sempre senza allergeni, meglio se senza profumo, senza oli essenziali o sostanze allergizzanti. Dopo la detersione, nella prevenzione cosmetica dei danni da RADIOTERAPIA la cosa migliore sarebbe partire con un trattamento preparatore 10 giorni prima del primo irraggiamento, utilizzando una crema idratante lenitiva una volta al giorno quanto basta percoprire l’area che sarà irradiata, ricordarsi sempre
che il giorno dell’irraggiamento la pelle deve essere PULITA.

Dalla 1° fino alla 15° seduta, utilizzare una crema idratante lenitiva 1 volta al giorno o secondo necessità. Alla crema va associato un siero o un olio alla  Vitamina E, da usarsi una volta al giorno dopo l’irradiazione, coprendo bene l’area interessata. Il siero deve avere un buon contenuto percentuale di Vitamina E, inoltre non deve contenere né alcool, né allergeni.

Dalla la 16° alla 25° seduta: va aggiunta, al trattamento di prima, anche una crema molto nutriente e ristrutturante, vanno bene i prodotti indicati per dermatiti e pelli intolleranti, da usarsi una volta al giorno la sera quanto basta a coprire l’area interessata. Dalla 26° seduta al termine, utilizzare crema nutriente due volte al giorno e continuare con il siero alla vitamina E sull’area interessata.

E’ possibile anche utilizzare un siero con altri attivi antiossidanti, oltre alla Vitamina E, sono ottimi il Glutatione e acido alfa lipoico. Infine, in corso di radioterapia è necessaria sempre una protezione dai raggi solari in caso di esposizione al sole anche breve e in città.

Rita Molinaro, Dermopigmentista e Visagista. Per lei la dermopigmentazione è arte, rigore, scienza e soprattutto anima. Come non rimanere affascinati da questo approccio alla bellezza. Ci piacerebbe approfondisse con noi la sua filosofia.

E’ vero per me la dermopigmentazione è arte, rigore, scienza e soprattutto anima. Arte perché è indispensabile la conoscenza della plasticità del viso nella sua interezza, il movimento e l’insieme degli elementi che caratterizzano la bellezza personale di ognuno. Rigore perché l’applicazione di tale arte non può prescindere dalla sicurezza per l’utente.

Scienza poiché la mia ricerca è costante e continua per offrire sempre il massimo dal make-up, al disegno, alla teoria e plastica del colore, alla chimica farmacologica e soprattutto il massimo nell’ascolto delle esigenze dell’utente, delle sue aspettative e dei risultati che devono essere chiari ed applicabili per esaltare in modo personale la bellezza individuale.

Anima poiché tatuare un’arcata sopraccigliare mancante per chemioterapia, ricreare armonia dopo un incidente o un intervento cromatico, far sorridere una persona… in assoluta sicurezza, regalare un sorriso fa bene all’anima.

Cosa cerca realmente la persona che si affida al trattamento di dermopigmentazione per cause di incidente o malattia?

Cerca, sicurezza, semplicità, cerca di trovare la sua immagine allo specchio senza “effetti speciali”, ritrovarsi attraverso naturalezza e normalità. Cancellare le stigmate della malattia significa lenirne i segni nell’anima. A volte il percorso di guarigione può essere molto lungo, chiudere il cerchio ha un impatto emotivo, a volte fortissimo, l’operatore deve essere preparato a 360 gradi per accogliere questa fragilità e accompagnarla al sorriso di chi ha vinto.

Quali suggerimenti si sente di dare a chi desidera intraprendere questo prezioso lavoro?

Consiglio di fare un obiettivo esame di coscienza sulle motivazioni che muovono il desiderio di svolgere questa professione, sulla consapevolezza e sul reale impegno necessario per poter svolgere al meglio un lavoro che è una missione, dove il cuore è al primo posto ma anche all’ultimo perché il profilo di competenze, la ricerca, i dubbi, devono sempre stimolare l’operatore per tutelare chi si affida a lui.

L’arte non può prescindere dall’anima, l’anima non può prescindere dalla scienza.

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Angela Noviello
Liceo linguistico, specializzazione in Estetica e numerosi corsi di aggiornamento nazionali e internazionali, Angela Noviello è consulente di aziende del settore, docente di Teoria Professionale in Estetica da più di 15 anni. Titolare e Direttore di Milano Estetica, Scuola Professionale di Estetica italiana, riconosciuta dalla regione Lombardia, è Direttore della Div. Estetica del centro Milano Estetica Cosmetic Surgery Medical SPA. Vicepresidente di SIMOE Società Italiana Medici e Operatori dell’Estetica, nell'aprile 2013 ha conseguito la certificazione internazionale in Oncology Esthetics. Da maggio 2013 collabora come volontaria (Responsabile dell’area estetica) con l’Ospedale San Raffaele di Milano per il progetto “Salute allo Specchio”, offrendo trattamenti estetici sicuri ai pazienti oncologici. E’ Direttore Italia e Coordinatore Europa di OTI Oncology Training International-Oncology Esthetics e Presidente di ISFOE International Society for Oncology Esthetics-Italia.
www.oti-italy.com