Equilibrio

2 Gennaio 2019

Durante le attività che si svolgono quotidianamente, camminare, fare le scale, saltare, correre o raccogliere un oggetto da terra, chiamiamo in causa equilibrio e coordinazione, ma come mantenerli efficienti nel tempo?

L’equilibrio è un sistema molto delicato, dato dall’armonia di un insieme composto da muscoli, strutture tendinee, sensibilità e può essere compromesso sia dal processo di invecchiamento sia dalla tendenza a fare sempre meno movimento. Si chiama sindrome ipocinetica, la condizione di ridotta o di assente autonomia nel movimento frutto di sovraccarico funzionale, alterazione degli schemi motori, compensazioni errate e catene muscolari a volte non attivate correttamente.

Per questo motivo allenarsi alla mobilità articolare e al tono muscolare ma soprattutto alla percezione del nostro corpo, educarlo a mantenere un controllo posturale eccellente è di fondamentale importanza. Questo si chiama propriocezione. Un lavoro che dovrebbero fare tutti, senza distinzione, giovani, anziani, atleti.

La propriocezione è considerata il nostro sesto senso, l’attitudine di percepire e riconoscere la posizione del nostro corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei nostri muscoli, senza il supporto della vista. Una capacità che ci permette il controllo del movimento e ci aiuta nel trovare la stabilità posturale.

Quindi allenarsi associando agli esercizi con le macchine o a corpo libero anche esercizi di propriocezione è determinante per non incorrere in posture sbagliate che, con il passare del tempo, potrebbero diventare seri problemi.

Gli esercizi propriocettivi debbono essere precisi e possono essere effettuati a corpo libero o con l’ausilio di alcuni attrezzi specifici come una base mono o bipodalica, una t-ball, da acquistare nei negozi sportivi.

Esercizio n° 1: caricare tutto il peso del nostro corpo prima sulle punte e poi sui talloni, rimanendo in posizione per qualche secondo. Ripetere 5 volte per parte.

Esercizio n° 2: in stazione eretta portare una gamba verso il petto e rimanere in posizione per 10 secondi fissando un punto davanti a noi. Variante, partendo sempre dalla posizione precedente, lasciar cadere lateralmente una gamba prima da un alto e poi l’altro. L’esercizio va eseguito continuamente senza sosta per 10 volte.

Esercizio n° 3: girarsi lateralmente e portare un ginocchio al petto. Poi lasciarsi cadere in avanti per 10 volte, prima con un ginocchio poi con l’altro. Ripetere lo stesso esercizio portando indietro la gamba.

Esercizio n°4: in piedi portare la gamba posteriormente, afferrare la caviglia e rimanere in equilibrio per 5/10 secondi poi cambiare.

Altri semplici esercizi sono il camminare sulle punte o, appoggiandosi ad un tavolo, sollevare prima una gamba e poi l’altra senza flettere le ginocchia, lo stesso lateralmente.

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Mariangela Ciriello
Mariangela Ciriello si laurea come Fisioterapista nel 1982 presso l‘Università degli Studi di Milano. Inizia la propria carriera lavorativa presso alcuni Studi professionali e successivamente presso Ente Pubblico dove opera tutt'ora. Negli anni ha frequentato diversi corsi di perfezionamento e specializzazione oltre che nella riabilitazione post-traumatica anche in Terapia Manuale, Metodo MC Kenzie, Sharman, Trigger Point, Terapia Cranio-Sacrale, applicazioni Kinesio-Tape. E' Tutor per gli studenti di Fisioterapia e ha collaborato come consulente per i corsi di Ginnastica Fisioterapica presso il Comune di Milano. Vive a Monza.
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