Il come e il quando ed il perchè dell’estetica sociale

6 febbraio 2018

L’estetista deve riappropriarsi degli spazi che le competono e poter operare nel contesto sociale come ogni altra figura professionale di rispetto.
Da qui iniziano i grandi progetti di CNA per portare all’attenzione delle Istituzioni territoriali e nazionali l’importanza di riconoscere formazione e specializzazione per la figura della socio-estetista. La testimonianza di Laura Grilli, responsabile scientifico del corso in estetica sociale e Presidente CEPEC che ha collaborato insieme a CNA.

Laura Grilli ha portato all’attenzione delle istituzioni l’argomento dell’Estetica Sociale. Il suo racconto comincia tre anni fa nell’affascinante capitale francese. Mi trovavo a Parigi con mille domande per l’allora direttrice di CODES; il “cours d’esthetique a option humanitaire et sociale” attivo da anni, in diverse sedi formative francesi, per la formazione della “socio-estetista.

Avevo sentito parlare piuttosto bene di questa esperienza e mi incuriosiva molto perché si trattava di una specializzazione al di fuori delle solite che vengono riconosciute alla nostra categoria di estetiste; specializzazione che in Francia le colleghe avevano trasformato in una vera professione senza bisogno di agire sotto l’ombrello del volontariato.

L’entusiasmo è stato tale da portare il tema del riconoscimento della specializzazione in estetica sociale all’attenzione dell’assemblea CEPEC (la Confederazione Europea delle Estetiste) che, come Presidente europeo delle estetiste, ho presieduto a Roma nel novembre scorso.

Sia da addetta ai lavori, sia come Presidente di CNA Benessere e Sanità dell’Emilia Romagna e poi in qualità di Presidente Europeo di CEPEC, posso affermare che è la prima volta che si riconosce un valore ai servizi estetici in un ambito diverso da quello beauty, un aspetto molto importante poiché questi servizi sono in grado di rimotivare i soggetti alla cura di sé dopo interventi traumatici e permettere di recuperare l’autostima traendone un beneficio generale per lo stato di benessere dell’interessato.

Qui sta, a parer mio, il perché dell’interesse delle colleghe a anche di diverse strutture sanitarie nel quadro dei cosiddetti processi di umanizzazione delle cure e terapie sanitarie e, di conseguenza, l’intento progettuale e formativo di completare la formazione dell’estetista con quelle conoscenze di relazione e gestione di utenti critici che consentono di ottenere i massimi risultati dall’erogazione dei servizi di estetica, per perseguire il risultato di valorizzare dell’individuo anche in condizioni di fragilità, preservandone dignità e identità.

Un altro elemento significativo a motivo dell’interesse suscitato dall’estetica sociale sta nel “come” abbiamo approcciato il tema in questi tre anni, evitando spontaneismo ed improvvisazione in favore di un approfondimento che ha consentito di mettere a punto una bozza di profilo professionale specifico, di formalizzare la richiesta del riconoscimento di questo ambito di specializzazione dell’estetica, attraverso una specifica modifica del testo normativo dell’estetica (la L.1/1990) e di progettare un percorso formativo adeguato e completo condiviso da istituzioni sanitarie e di ricerca come l’IRST di Meldola, Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori.

Per il “quando”, la risposta è oggi, perché ritengo che la categoria dell’estetica in ambito nazionale ma anche comunitario sia matura per contribuire con le proprie conoscenze e capacità anche in ambiti multidisciplinari e diversi, facendo tesoro di quel capitale di esperienza e conoscenza che fa sì che, oggi, tante persone, prima di rivolgersi agli specialisti sanitari e socio sanitari si affidano ai servizi estetici per superare stati di malessere e condizioni di vita deterioratesi per ragioni diverse.

Il corso progettato da CNA di Forlì e Cesena e da CNA Formazione assieme all’IRST di Meldola, che prende il via da questo mese, si sviluppa, in coerenza con quanto derivato da quel lavoro collettivo del sistema CNA, su 426 ore di corso ripartire in quattro moduli di cui il primo propedeutico (un modulo base, un modulo oncologico, uno geriatrico ed uno socio sanitario), con accesso per le sole estetiste con qualifica o specializzazione ed esperienza professionale.

Il corso riconosce crediti formativi per chi ha già avuto esperienze sul campo e/o attestati di frequenza (ad esempio: in ambito di oncologia estetica), e rilascerà certificazione delle competenze al termine di ogni modulo ed una certificazione di socio estetista al termine di tutti i moduli.

La Socio-Estetista è l’operatore qualificato che esercita trattamenti estetici mirati verso soggetti deboli ed in condizioni di fragilità sia con finalità estetiche che di miglioramento della qualità della vita, della propria percezione e della valorizzazione individuale, preservando la dignità e l’identità della persona. La Socio-Estetista ripristina un collegamento di valore con la propria immagine quale elemento di identità personale, attraverso l’ascolto, il trattamento, la motivazione e l’accompagnamento necessario. La Socio-Estetista esercita la propria attività presso i centri di estetica, i centri benessere e le strutture sanitarie, in relazione con le equipe professionali sanitarie e altri operatori specializzati.

Perlita Vallasciani
Presidente Consiglio Nazionale CNA Estetica
Nel 2006 inizia il lavoro in CNA come Presidente provinciale Benessere e Sanità, dal 2014 assume la Presidenza di Unione per il Regionale CNA Marche. Dal 2009 nel coordinamento Nazionale di Estetica guidato da Brigida Stomaci. Dal 2014 presente nella Presidenza Nazionale CNA Benessere e Sanità. Nello scorso Luglio 2017 a seguito del percorso assembleare di rinnovo dell’organizzazione CNA per elezione all’unanimità assume la carica di portavoce nazionale Estetica e la presidenza del Consiglio Nazionale CNA Estetica.
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