Dove sta il trucco e dove l’inganno…

12 novembre 2014

Luci e ombre sulla professione del truccatore nel settore dell’estetica

Al tema del trucco abbiamo recentemente dedicato un Convegno regionale– spiega Valeria Sylvia Ferron, Presidente della categoria Estetica presso Confartigianato Vicenza – con il titolo La formula della bellezza: A teatro!Abbiamo voluto dare un segnale forte alla categoria, con invito a riappropriarsi di questo servizio che compete esclusivamente alla professione dell’estetista”. Nell’occasione, si è parlato di trucco in tutte le sue sfaccettature, tecniche ma anche culturali.

La professione del truccatore è forse una delle figure più antiche e affascinanti nell’ambito delle discipline del benessere, ciò nonostante al giorno d’oggi non gode di una propria identità precisa. Eppure si tratta di una figura professionale assai richiesta ne lmercato: sia il make up artist ambito nel mondo dello moda e dello spettacolo,sia il truccatore tout court che cura il look della persona nei centri estetici. Nell’uno e nell’altro caso, trattasi di professionisti che mettono in gioco particolari competenze e una consulenza specifica e diversificata a seconda delle persone cui si rivolgono.Dove sono allora le difficoltàlegate a questa professione?Fondamentalmente nel fatto che non viene correttamente riconosciuta come professione artigiana, riconducibile alla attività di estetica, mentre invece nel settore molti sono i millantatori che si professano truccatori senza averne titolo.

Inoltre, per quanto il trucco sia una pratica quotiwebmaster e quindi un trattamento costantemente richiesto,in molti centri estetici questo servizio alla persona è ancora inesplorato e non adeguatamente valorizzato.“Al tema del trucco abbiamo recentement ededicato un Convegno regionale– spiega Valeria Sylvia Ferron,Presidente della categoria Estetica presso Confartigianato Vicenza – con il titolo La formula della bellezza: A teatro!Abbiamo voluto dare un segnale forte alla categoria, con invito a riappropriarsidi questo servizio che compete esclusivamente alla professione dell’estetista”. Nell’occasione, si è parlato di trucco in tutte le sue sfaccettature, tecniche ma anche culturali: grazie anche a interventi teatrali, con cui si è offerto uno spaccato sull’universo femminile tra unicità e complementarietà, e grazie al contributo di relatori esperti che hanno argomentato sull’utilizzo di prodotti cosmetici e di nuovi trattamenti estetici.La chiave del Convegno è stata la presenza di Stefano Anselmo, maestro truccatore di fama internazionale che con una lectio magistralis ha illustrato la storia del trucco e dei cosmetici, l’importanza della creazione di uno stile e cosa significa parlare di trucco correttivo al giorno d’oggi.

Temi importanti per chi vuole arricchirsi di queste competenze,affrontati da un professionista che ha dedicato una vita alla bellezza delle persone e che ha svelato “i trucchi del mestiere”. Il maestro Anselmo si è soffermato a lungo sul particolare ruolo che l’estetista deve ricoprire, quello di“consulente di bellezza”: l’immagine di sé è una componente importante delle persone, che inevitabilmente passa attraverso il primo sguardo o la prima impressione che si lascia ai nostri osservatori.Da qui la necessità di curare il trucco, evidenziando la bellezza insita nella persona e nascondendone le eventuali imperfezioni. “Il trattamento del trucco è considerato erroneamente un servizio di nicchia e non si comprendono a fondo la potenzialità e i margini di profitto per i centri estetici: eppure– aggiunge Valeria Sylvia Ferron – i cosmetici più venduti in Italia risultano essere smalti, rossetti, prodotti per il viso. Questo dimostra quanto debbaessere valorizzata la vendita dei cosmeticie prodotti per il trucco verso i clientidei centri estetici”.

Nel panorama nazionale, rimane in ogni caso aperto il problema su chi può effettuare trattamenti di trucco alla persona, anche per effetto di differenti normative esistenti a livello regionale. In linea di principio, questa è una pratica consentita a chi svolge attività di estetista, è tuttavia sufficiente navigare sui social network per rendersi conto di quanta confusione vi sia nel merito, tanto da interpretare a modo nostro il celebre detto: “dove c’è il trucco (ci può essere) l’inganno”.È il caso dei molteplici centri o scuole che vendono corsi per abilitare alla professione di truccatore, che tuttavia– contrariamente a quanto viene dichiarato – non danno autorizzazione a truccare le persone, tanto meno ad esercitare questa attività come freelance, ingannando così le persone che ne prendono parte. Per non parlaredel mondo sommerso di chi, in modocompletamente abusivo, effettuaa domicilio trattamenti di trucco ebellezza, dalla testa alle unghie deipiedi.“Solo gli operatori estetici possono applicare trucco e cosmetici sull’utenza finale – conclude Valeria Sylvia Ferron– e per questo motivo siamo in prima linea nel chiedere maggiore controlli e tutela per la nostra categoria”. La cura della bellezza della persona, insomma,non può essere un tarocco.

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Valeria Sylvia Ferron
Valeria Sylvia Ferron inizia la propria formazione nell’estetica professionale come scuola dell’obbligo e opera come estetista da quando aveva 18 anni. Ha avviato e gestito diversi Istituti di estetica e benessere, un’attività che prosegue oggi, dopo 26 anni di lavoro come titolare. Parallelamente coltiva il suo interesse per il trucco teatrale e il body painting, conseguendo nel 2009, il brevetto di Truccatrice Teatrale e Cinematografica a Roma. Da 9 anni docente in un istituto di formazione professionale per estetiste a Vicenza. È da anni impegnata nella tutela e sviluppo della categoria estetica attraverso Confartigianato, rivestendo il ruolo di Presidente prima a livello provinciale, in seguito regionale e dal 2012 come Vice nazionale.
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