Dimmi qualcosa di bello

Dimmi qualcosa di bello

Di Giovanni Vota

Lei disse; “dimmi qualcosa di bello!”. Lui rispose: “(∂ + m) ψ = 0”

“(∂ + m) ψ = 0” è considerata la più bella equazione conosciuta della fisica. É l’equazione di Paul Dirac, Premio Noble per la Fisica nel 1933, un’esteta della fisica e scrittore, fino a sostenere che “una teoria che include la bellezza matematica ha più probabilità di essere giusta e corretta rispetto ad una teoria sgradevole, pur confermata dai dati sperimentali.
Concetti che condivido ritenendo che qualcosa possa funzionare se è sostanzialmente semplice, formalmente elegante, principio che applico nella mia professione, sia essa di ingegnere che di coach.

L’equazione essa rappresenta l’Entanglement Quantistico, uno dei concetti più stravolgenti della fisica e per la nostra vita. Un concetto che mandò in crisi Albert Einstein stesso. L’entanglement quantistico afferma che “se due sistemi interagiscono tra di loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema”.

Questo significa, ad esempio, che se hai conosciuto qualcuno, dopo quell’incontro tu non sei più la stessa di prima, e mantieni in qualche modo un collegamento con quella persona. Quello che accade ad una di loro continua a influenzare l’altra, indipendentemente dallo spazio e dal tempo.
Questo è stato dimostrato sperimentalmente da Dean Radin come scrive nel suo libro “Menti Interconnesse, Entangled Minds”. Prendiamo due persone che si conoscono, senza che una sappia dell’altra le mettiamo in due stanze buie con gli elettrodi sulla testa per monitorare l’attività cerebrale, in posti lontani tra di loro, si misura una cosa molto interessante. Se nella stanza di una accendiamo la luce, si misurerà una certa attività del cervello; nello stesso preciso istante, la stessa attività si misurerà sull’altra persona. Con quante persone noi siamo Entangled? Sembra anche che questa connessione sia tanto più forte quanto più forte è la conoscenza tra le persone, o quanto più intense sono le emozioni coinvolte, che siano di amore o al contrario di paura.
Può una madre sentire cosa fa un figlio? Certamente! Quello che ogni madre ha sempre saputo ora ha una dimostrazione fisica e matematica ben precisa.

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Le conseguenze dell’entanglement quantistico vanno ancora molto, molto oltre. Per esempio, prendo due particelle e le collego tra di loro in modo tale che se modifico una si modifica anche l’altra. Poi una delle due particelle la tengo qui, l’altra la mando a 100 anni luce di distanza.

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Per la relatività, per la quale nulla viaggia più veloce della luce, quando cambio quella che ho qui, l’altra dovrebbe cambiare tra 100 anni. Invece si dimostra che cambia nello stesso preciso istante! Non solo, se prendo due particelle fisicamente qui, ma una oggi e una di un secolo fa, oppure tra un secolo, quando cambio quella che ho qui oggi, cambio anche quella di un secolo fa o tra un secolo. Quindi posso cambiare una particella indipendentemente dalla distanza e dal tempo. Albert Einstein quando capì questo, scoprì immediatamente che crollava uno dei principi per noi indiscutibili: il principio di causa effetto. Per questo, disse che la fisica quantistica non può essere vera. Se io posso cambiare passato e futuro, e a qualunque distanza nell’universo, allora non posso più dire che qualcosa causa qualcos’altro.

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