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Dermopigmentazione: preparazione tecnica e specifica

22 maggio 2017

La dermopigmentazione o trucco permanente è un trattamento estetico che sta avendo un’ampia diffusione nel nostro settore: il dermopigmentatore rientra infatti tra le schede tecniche del recente Decreto n. 206/2015 che stabilisce quali attrezzature elettromeccaniche possono essere utilizzate nel nostro settore. Tuttavia la formazione necessaria a svolgere la dermopigmentazione non è ancora esattamente disciplinata a livello nazionale e regionale, quando invece servirebbe una preparazione tecnica specifica e competenze accurate in materia igienico-sanitaria e di sicurezza, a conferma della professionalità del nostro mestiere. Come la pensate, o quale anomalie riscontrate in questo ambito?

Quali tipologie di corsi di formazione dovrebbe seguire un’estetista per poter effettuare questi trattamenti e, se esiste, c’è una certificazione specifica che deve essere rilasciata alla fine della formazione?

Chi nasce già come estetista parte avvantaggiata nell’utilizzo del dermopigmentatore, perché alle spalle ha già conseguito la formazione necessaria sugli importanti aspetti igienico sanitari, di sicurezza, di dermatologia e anatomia. Quello che manca è la preparazione tecnica nell’utilizzo dello strumento, che non si può improvvisare: questa dovrebbe essere garantita dall’azienda che vende l’attrezzatura, ma non è certificata in alcun modo. Allo stato attuale, ogni produttore può decidere autonomamente contenuti e durata della formazione da accompagnare alla vendita dello strumento, con risultati che possono essere considerati soddisfacenti ma anche insufficienti.

Quali caratteristiche tecniche devono avere le apparecchiature per eseguire questi trattamenti in sicurezza, sia per la cliente, ma anche per noi operatrici?

Tutte le caratteristiche tecniche sono ben evidenziate all’interno della scheda tecnico-informativa n. 23 “dermografo per micropigmentazione” contenuta nel Decreto n. 206/2015. L’apparecchio deve essere chiaramente dotato di marcatura CE, e questo a monte assicura la conformità dello strumento agli standard europei. Al di là degli aspetti tecnici, ciò su cui si deve prestare attenzione è soprattutto le modalità di esercizio da rispettare e le cautele da avere nei confronti di soggetti verso i quali la dermopigmentazione è vietata o sconsigliata.

Le norme igienico-sanitarie che mi consentono di lavorare quotidianamente con le mie clienti sono le medesime che devo mantenere durante una dermopigmentazione, oppure sono richieste norme specifiche?

Parte delle norme ad esempio per la sterilizzazione e i protocolli di igiene sono quelle già previste all’interno dei percorsi formativi per l’estetica. Ma la dermopigmentazione è un trattamento complesso che richiede senza dubbio competenze più specifiche: nella Regione Veneto, a titolo di esempio, il dermopigmentatore è tenuto a svolgere un corso di formazione pari a quello richiesto per i tatuatori e piercer. Vi sono contenuti particolari (come l’anatomia delle mucose, linee guida per la prevenzione dei rischi derivanti da introduzione di pigmenti, esercitazioni pratiche) che riteniamo importanti per chi svolge la dermopigmentazione. 

Quali sono i rischi di una formazione non completa e adatta a eseguire questi trattamenti?

Anche i rischi sono enunciati nella scheda n. 23, uno su tutti è il seguente: “se non eseguiti in condizioni igieniche ottimali, possono essere trasmesse malattie infettive anche gravi, quali l’AIDS e le epatiti virali B e C”. Si consideri poi che la dermopigmentazione è un trattamento molto delicato che non consente margini di errore: purtroppo si sono visti, in passato, trattamenti indecenti che per essere rimossi diventa necessario l’intervento chirurgico. Va detto infine che le conseguenze per un’estetista che svolge una dermopigmentazione sbagliata possono essere di natura civile ma anche penale, dal momento che si può arrivare a ledere fisicamente il proprio cliente.

Il parere di una nostra lettrice

Sono un’estetista oltre che dermopigmentatrice da 30 anni, penso di essere stata una delle prime. Penso che questa professione debba farla l’estetista che ha esperienza di make up e conosce la pelle. Purtroppo io vedo tanti lavori fatti da tatuatori che non hanno la minima idea di make up e il risultato è antiestetico. Ultimamente ho cercato di migliorare lavori fatti da infermiere che effettuano tatuaggi all’aureola mammaria e si esibiscono anche con sopracciglia contorni labbra ecc., insomma il mercato è pieno di gente che segue un corso di qualche giorno e si sente in grado di tatuare il viso, il più delle volte come abusive. E’ inutile dire che sarebbe urgente una legge che regolamenti il settore.

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