Dermatologia e dermopigmentazione

4 settembre 2017

Chi pratica la dermopigmentazione deve avere conoscenze specifiche relative alla cute e alle sue caratteristiche

La cute possiede varie funzioni, tra le quali le più note sono quella di barriera contro gli agenti esterni e quella di organo di senso. Partecipa, però, anche alla regolazione della temperatura corporea e soprattutto svolge un’importante funzione nell’ambito della risposta immunitaria.

La dermopigmentazione è una tecnica poco invasiva e solitamente ben tollerata dalla pelle. Solo in alcuni casi si sconsiglia di sottoporsi a questo trattamento. Esistono alcune dermopatie, tra le quali la psoriasi, il lichens planus e la collagenosi perforante reattiva, che possono presentare il fenomeno noto come “fenomeno di Köbner”, il quale provoca la comparsa di suddette malattie nella zona sottoposta a traumatismo.

Per questa ragione, chi soffre di tali patologie non dovrebbe sottoporsi alla dermopigmentazione, o dovrebbe essere informato di tale probabilità. Inoltre, i pazienti soggetti ad orticaria o a dermografismo possono manifestare lesioni pomfoidi nelle zone trattate, che sono però temporanee, quindi non invalidanti. Chi decide di sottoporsi alla dermopigmentazione, dovrebbe avere una pelle “in buono stato di salute”. Uno dei principali elementi che definiscono una pelle sana è l’integrità fisica della stessa e l’uniformità complessiva della superficie cutanea.

Quest’ultimo aspetto non va preso, però, “alla lettera”, poiché la superficie cutanea non è uniforme in ogni zona del corpo, ma presenta dei rilievi distribuiti nei vari distretti cutanei. Un altro elemento importante per definire una cute in buono stato di salute è la sensibilità, ossia la suscettibilità a sviluppare reazioni avverse in seguito all’uso di prodotti topici. Ciò non significa, come si potrebbe pensare, che chi ha la pelle sensibile non possa sottoporsi al trattamento. Probabilmente svilupperà un’infiammazione, ma temporanea e risolvibile. Infine, è da prendere in considerazione l’aspetto dell’elasticità della pelle, caratteristica che si perde con l’avanzare dell’età. Anche l’eccessiva esposizione ai raggi solari e il fumo contribuiscono alla perdita dell’elasticità. È importante che il dermopigmentista abbia conoscenze specifiche di dermatologia e che il cliente, in sede di consulenza, esponga le eventuali patologie della cute dalle quali è affetto.

Se si verificano entrambe le condizioni, una buona riuscita del trattamento è quasi assicurata.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a info@ennioorsini.com

Ennio Orsini
A pochi esami dalla laurea in Ingegneria Elettronica, Ennio Orsini lascia l’università per dedicarsi al settore dell’estetica. Lavora come make-up artist per produzioni televisive, teatri, sfilate e dà vita a una sua scuola dimostrando originali capacità di insegnamento. Si appassiona alla body-art, in particolare all’Extreme Make Up: trucco permanente, tatuaggi e piercing. Oggi è uno dei più famosi esperti di Dermopigmentazione in Italia e nel mondo. Insegna Trucco e Dermopigmentazione in scuole private e statali, ed è ideatore di apparecchiature per la Dermopigmentazione e consulente tecnico di industrie del settore. E' titolare della "Orsini & Belfatto", un’Accademia di Formazione oltre che una società impegnata nella vendita di prodotti e attrezzature per la micropigmentazione. E’ l'inventore della Tricopigmentazione® e ideatore di una tecnica innovativa per la realizzazione del sopracciglio realistico maschile e femminile. I suoi 5 libri sono stati tradotti in varie lingue.
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