Dalla competizione alla cooperazione

Dalla competizione alla cooperazione

A cura di Nadia Muffatti

La situazione nella quale gran parte dell’umanità è stata ed è coinvolta rappresenta un momento che vuole far riflettere gli uomini sul concetto di passaggio da uno stato ad un altro.

Un passaggio di coscienza, che ci chiede di morire e di rinascere, ci chiede una trasformazione, l’abbandono di abitudini, di vecchie idee o forme pensiero, di desideri, di attaccamenti a vecchie concezioni della vita. Ci chiede di lasciare andare il passato, le nostre sicurezze, le strutture su cui abbiamo edificato le nostre certezze, le nostre miopi prospettive che ci dividono da quelle altrui e in nome delle quali troppo spesso erigiamo muri e combattiamo inutili guerre. Senza questo distacco è impossibile aprirci alla pace nel cuore, all’unità, alla fratellanza, all’equilibrio e al grande silenzio interiore da cui nasce la nostra vera attività creativa. Abbiamo bisogno di bellezza in questo periodo storico culturale, non solo dal punto di vista del paesaggio urbano, ma forse ancor più dal punto di vista dei comportamenti umani. Quello che è rimasto è il malumore, lo sconforto, la rabbia che sta alimentando il conflitto e la competizione.

Oggi più che mai dobbiamo consolidare la Cooperazione ossia il “sentirsi” insieme, condividere motivazioni e impegno, acquisire il concetto di “rispetto per l’altro” e di aiuto reciproco, costruire qualcosa di utile per la comunità nella quale viviamo con onestà, che significa agire e comunicare in maniera sincera e leale.

Certo comporta responsabilità individuale, collettiva e sociale. L’esperienza ci insegna che noi non esistiamo come individui: acquisiamo la percezione di “essere e di esistere” soltanto quando entriamo in relazione, o in rapporto, con un’altra persona o con un’altra realtà diversa da noi. Se osserviamo la vita ci rendiamo conto che essa non è altro che l’intrecciarsi e il susseguirsi di una serie infinita di rapporti in una spirale che non cessa mai il suo moto. Ma è proprio il continuo rapportarsi con la diversità e con i molteplici livelli di coscienza che ci permette di comprendere chi siamo e quindi di evolvere.

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È fondamentale comprendere che la qualità della nostra vita è determinata dalla qualità dei nostri rapporti, che la meta è quella di realizzare l’armonia. I nuovi valori saranno la condivisione, la cooperazione, l’unità nella diversità, i giusti rapporti e la consapevolezza che tutto è interdipendente. In questo periodo sono sorti nel nostro settore nuovi gruppi indipendenti e sono nate nuove associazioni che comprendono colleghe di tutta Italia e che si stanno impegnando per un bene comune di tutta la categoria.

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