D.M.F. il Detensionamento miofasciale

15 giugno 2015

Quando si parla di Detensionamento Mio Fasciale (D.M.F.) si intende fondamentalmente una tecnica di “allungamento muscolare” centrata sul lavoro dell’operatore che agisce in collaborazione attiva con il cliente, per meglio determinare la corretta applicazione, la durata dell’intervento, della messa in tensione e l’intensità della manovra. Il primo caposaldo tecnico si basa sull’assunto che un muscolo non può essere “normalizzato” e liberato da eventuali restrizioni fasciali trattandolo isolatamente, ma si devono coinvolgere contemporaneamente anche le strutture fasciali ad esso collegate.

Il D.M.F non si applica “sul cliente” ma “con il cliente”, operando in stretta sinergia, tenendo conto di molteplici aspetti, tra cui il dialogo con il cliente e la comprensione dell’origine della disfunzione, con un’indagine mirata a definire quali siano le cause scatenanti ed una corretta informazione volta all’insegnamento di tecniche di autocorrezione e autotrattamento. Per un risultato soddisfacente, le sedute non prevedono rigidi protocolli operativi ma sarà l’operatore ad adattarle di volta in volta al singolo cliente, a seconda delle risposte agli stimoli, facendo sempre molta attenzione nel saper valutare sia le risposte fisiche derivate dal trattamento, sia il feedback diretto del soggetto. E’ chiaro dunque come il cliente diventi parte attiva e determinate nel raggiungimento del risultato, in quanto chiamato direttamente in causa negli eventuali adattamenti operativi. Non si perseguiranno modelli di allineamento “ideali” ma si confezioneranno “abiti adattativi ottimali” in grado di ricreare progressivamente lo stato di funzionale equilibrio proprio ed unico in ognuno di noi, poiché ognuno è diverso da tutti gli altri.

Va ricordato che uno stato di tensione fasciale di base è fondamentale per un buon assetto muscolo-scheletrico e viscerale, mentre il D.M.F trova la sua applicazione in tutte quelle situazioni ove la tensione fasciale tissutale è “eccessiva e soprattutto protratta nel tempo”, che provocano addensamento e restrizioni fibrose localizzate, causa a loro volta di dolore e limitazioni funzionali. Non si deve dimenticare che, spesso, la ridotta mobilità fasciale è la causa di perturbazione nutritizia tissutale e di limitata funzionalità decongestionante dei tessuti, elementi che possono aggravare i sintomi in caso di P.E.F.S. (panniculopatia edemato fibro sclerotica). L’efficacia del D.M.F. si basa sulla legge di “facilitazione neuromuscolare”, secondo cui “quando un’informazione nervosa passa attraverso un set di neuroni, escludendone altri, in seguito tenderà a ripercorrere la stessa via”. La risposta organica ad un trattamento di D.M.F si esplica a vari livelli: muscolare-tendineo-articolare- antalgico, ma l’attenzione delle serie professioniste dell’estetica si concentra in particolare sul livello linfatico ed ematico. Infatti, la circolazione linfatica lacunare presiede al nutrimento dei tessuti e, soprattutto, all’eliminazione dei cataboliti, cioè di quei prodotti “ di scarto”, risultanti dalla demolizione dei nutrienti, principalmente delle proteine e degli amminoacidi; la circolazione linfatica non è canalizzata ma si propaga per espansione e si sposta grazie ai movimenti ed agli scivolamenti dei tessuti gli uni sugli altri. Questa libertà di diffusione viene facilitata dall’assenza di restrizioni o aderenze fasciali. È stato ampiamente dimostrato che il D.M.F segmentario è in grado di rinforzare e potenziare percorsi circolatori, stimolando la produzione di istamina da parte dei mastociti connettivali; processo, questo, in grado di produrre vasodilatazione locale e generale. Nel prossimo numero uno schema di intervento di base a scopo dimostrativo, facilmente riproducibile in abbinamento a metodiche di tipo drenante e depurative.

Associazione Nazionale Accademica

Eugenio Cresseri
Massofisioterapista, massaggiatore sportivo specializzato in terapia manuale osteopatica applicata, si interessa da oltre 25 anni della formazione, specializzazione e aggiornamento nei settori salute, benessere, prevenzione e attività motoria. Responsabile didattico in diverse realtà didattiche orientate alla formazione specifica in discipline bio naturali. Presidente dell'Associazione Nazionale Operatori Benessere, promotore del progetto Pilates for Life sul territorio Nazionale. Collabora attivamente all’interno di numerose aziende leader del settore estetico come formatore nelle discipline manuali e operative.
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