Convegno: Trattamenti estetici in ospedale e in farmacia

12 giugno 2016

È il titolo del Convegno che si è svolto il 23 maggio 2016 nell’Aula Magna di Palazzo Trotti Mosti dell’Università di Ferrara, organizzato dalConvegno-trattamenti-estetici-in-ospedale-e-in-farmacia-- prof. Santo Scalia, Direttore del Corso di Formazione Universitaria per Tecnici Estetisti – Formest, presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche di UNIFE. Il Convegno ha coinvolto oltre 230 partecipanti, estetisti, farmacisti, medici, responsabili delle ASL e produttori industriali di apparecchiature elettroestetiche. Dopo i saluti delle autorità accademiche, Scalia ha introdotto l’argomento affermando: “La riconosciuta possibilità di esercitare l’attività di estetista in strutture sanitarie quali gli ospedali, le case di cura, le farmacie, rende necessaria un’attenta analisi di come questa opportunità possa influire sulla professione stessa di estetista”.

Il primo relatore, avvocato Lorenzo Marangoni, ha illustrato gli aspetti giuridici affermando che l’attività di estetista può essere esercitata nelle imprese autorizzate alla vendita dei prodotti cosmetici, quindi anche le farmacie, in locali che rispondano ai requisiti normativi regionali o comunali e che gli addetti allo svolgimento di tale attività devono essere in possesso della qualifica professionale di estetista. L’attività di estetista può essere svolta con tecniche manuali, con l’utilizzo delle apparecchiature elettroestetiche (D.M. n.110/2011) o con applicazione di prodotti cosmetici. L’estetista è l’unica figura autorizzata a operare sul corpo della cliente, anche solo per effettuare una dimostrazione di applicazione di prodotti cosmetici. Altri operatori presenti in farmacia possono solamente effettuare una consulenza sui prodotti in vendita. Il rapporto di lavoro dell’estetista con la farmacia può essere di tipo autonomo oppure come dipendente, regolati entrambi da contratti secondo le normative del lavoro.

Perché aprire una cabina estetica in farmacia?

Convegno---trattamenti-estetici-in-ospedale-e-in-farmaciaÈ l’incipit della relazione di Marco Pallotta, che ha analizzato le diverse possibilità che una farmacia ha di potenziare i propri servizi nel settore dermocosmetico. Deve essere un progetto imprenditoriale, che si concretizza in seguito ad una attenta valutazione di marketing ed economica. Una farmacia orientata alla dermocosmesi deve prendere in considerazione l’opportunità di aprirsi ai trattamenti estetici scegliendo tra Poltrona di prova prodotti, Cabina diagnostica per la valutazione della pelle, Cabina dermocosmetica, Cabina estetica.

La scelta della cabina estetica valorizza la farmacia, è una garanzia di professionalità e nello stesso tempo attrae nuovi clienti, aumenta il valore medio e la frequenza di acquisto e la fidelizzazione del cliente. Il dottor Alberto Ambreck ha portato la sua personale esperienza di titolare di una farmacia centenaria, che si pone come punto di riferimento per i servizi a Milano, e che per primo in Italia ha aperto la cabina estetica nella sua farmacia. Ha evidenziato l’importanza di collaborare con operatori estetici altamente qualificati, sottolineando l’idea di bellezza come salute e benessere. Per il dottor Rino Albergo, il farmacista gode della massima fiducia dei suoi clienti e la trasmette anche nei servizi che eroga: secondo un sondaggio infatti su 1000 persone il 70% sceglierebbe un trattamento estetico in farmacia. La seconda parte della mattinata ha approfondito il tema dei trattamenti estetici all’interno degli ospedali, a supporto dei reparti oncologici o di malattie invalidanti.

È stata descritta l’attività che deriva da progetti innovativi e recenti presso l’ospedale Carlo Poma di Mantova, nei reparti oncologici e in cure palliative. La dottoressa psicologa Paola Aleotti ha evidenziato le ripercussioni psicologiche che si instaurano in una persona affetta da tumore, nella quale i segni sul corpo si riflettono sulla mente. Il medico, lo psicologo e tutti gli operatori devono avere una grande preparazione nell’ascolto, nell’empatia e nei gesti di cura. Il Laboratorio Estetico dentro l’ospedale, spiega Raffaella Gazzoni, ex allieva Formest, si inserisce in questi gesti di cura, perché aiuta il paziente a recuperare la propria immagine, a occuparsi del proprio aspetto. Le estetiste volontarie consigliano i prodotti più idonei alle pelli sottoposte a terapie aggressive, aiutano a truccarsi per sentirsi belle e vedersi belle negli occhi degli altri.

La tavola rotonda conclusiva ha coinvolto anche le rappresentanti delle associazioni di categoria: Brigida Stomaci (CNA) e Sandra Landoni (Confartigianato Benessere). È stato evidenziato che i rapporti tra farmacia ed estetista devono essere sempre regolati da un contratto, che deve essere sempre chiara la responsabilità di direttore tecnico, che l’estetista dovrebbe essere autonoma nelle prestazioni, nei pagamenti dei trattamenti che esegue, negli orari di apertura. La cabina estetica, in quanto approvata da comune e USL, non deve essere data in uso ad altri operatori sanitari. L’estetista ha diverse possibilità per sviluppare il proprio lavoro secondo le attitudini personali, proprio per questo diventa indispensabile una formazione adeguata ed una specializzazione successiva ai corsi di base, per affrontare con competenza la propria professionalità.

www.unife.it/corsoformazione/formest

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