Come riconoscere e sciogliere i Trigger points

31 ottobre 2016

trigger-point-ciriello-1Errori posturali, movimenti errati che si ripetono nel tempo, ore passate davanti al computer, mancanza di movimento e posizioni scorrette possono creare tensioni muscolari e debolezza che, a lungo andare, creano dolore anche a livello dell’articolazione. I Trigger points rilevano il disagio. Come riconoscerli e come trattarli.

Un muscolo contratto nel tempo può divenire meno elastico e cronicizzare. Si presenta rigido alla palpazione è non può essere in grado di svolgere la sua attività come prima, solitamente il muscolo contratto è dolente alla palpazione. In alcune aree muscolari o fasce muscolari si possono creare dei noduli che percepiamo sotto le nostre dita, questi vengono chiamati “Trigger points” (punti grilletto). Viene denominato Trigger point una posizione circoscritta di un muscolo o fascia muscolare che si presenta indurita e dolente alla palpazione (fig.1).

Le quattro modalità per rilevare un Trigger point sono:

  • punto iperirritabile (zona dolente alla palpazione)
  • banda tesa (sotto le mani si sente una fascia muscolare tesa ed un nodulo)
  • muscolo disfunzionante (muscolo che non lavora come prima, limitato, dolente)
  • dolore
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Figura 1

I fattori che li possono scatenare si distinguono in Diretti e Indiretti. Sono diretti quelli causati da sovraccarichi acuti (es. trasloco, corsa, sforzo fisico qualsiasi). Sono indiretti quelli causati da disfunzione articolare, come ad esempio un blocco articolare a una spalla che mette i muscoli nella condizione di dover compensare e quindi di lavorare di più, sforzandosi di più. In questo modo si attivano dei Trigger points.

Altre cause che possono favorire i Trigger points possono essere una dismetria agli arti inferiori, una cicatrice rigida (perché limita i movimenti dei tessuti molli creando una limitazione nel movimento di una determinata articolazione), oppure una carenza di vitamina, di acido folico o, ancora, problemi ormonali o di ipotiroidismo. Si è inoltre accertato che i carichi a bassa intensità come posizioni scorrette statiche, mantenute durante un tempo prolungato, possono danneggiare il tessuto muscolare, creando sostanze infiammatorie che, come abbiamo detto in precedenza sono i propulsori della sensibilizzazione del muscolo.

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Figura 2

Possiamo distinguere i Trigger points in: Attivo o Latente. Attivi sono quelli che producono dolore spontaneo e sono riferiti al punto dove si sente dolore, sono quelli che possono produrre debolezza e deficit nella mobilità del muscolo. Avendo certi segmenti contratti si limita l’allungamento del muscolo. Latenti, non producono dolore spontaneo, il dolore viene percepito solo se si esercita una pressione, noi siamo pieni di Trigger points latenti. Se esploriamo un muscolo, questo può creare dolore irradiato (lungo un’altra zona muscolare anche lontano), dolore che non abbiamo mai sentito perché il nostro Trigger point è appunto latente e cioè non attivo. (fig.2)

trigger-point-ciriello-3Trattamento. Riepilogando, i Trigger points sono noduli che si formano nelle fibre muscolari e che mettono, nel tempo, fuori uso un’articolazione provocando dolore a volte in zone molto lontane dal punto di partenza (un dolore al ginocchio può essere causato da un Trigger point a livello della coscia, formicolii alle mani, possono essere causati da un Trigger point a livello cervicale e così via). Questi noduli sono abbastanza facili da sciogliere, la tecnica consiste nell’esercitare una pressione sul Trigger point. In un primo momento si avverte dolore, ma dopo qualche minuto si è avvolti da una sensazione di sollievo. Possiamo provare anche da soli in due modi: con la digipressione nei punti facilmente raggiungibili oppure, in zone del corpo meno raggiungibili, con l’utilizzo di una pallina da tennis che appoggeremo su una superficie rigida (pavimento o parete) e faremo scorrere sull’area dolente. Naturalmente, come sempre, per una maggior efficacia è fondamentale rivolgersi a un professionista.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a fkt.mariangela@gmail.com

Mariangela Ciriello
Mariangela Ciriello si laurea come Fisioterapista nel 1982 presso l‘Università degli Studi di Milano. Inizia la propria carriera lavorativa presso alcuni Studi professionali e successivamente presso Ente Pubblico dove opera tutt'ora. Negli anni ha frequentato diversi corsi di perfezionamento e specializzazione oltre che nella riabilitazione post-traumatica anche in Terapia Manuale, Metodo MC Kenzie, Sharman, Trigger Point, Terapia Cranio-Sacrale, applicazioni Kinesio-Tape. E' Tutor per gli studenti di Fisioterapia e ha collaborato come consulente per i corsi di Ginnastica Fisioterapica presso il Comune di Milano. Vive a Monza.
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