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Chi ha paura degli occhiali?

6 maggio 2018

C’é chi mette gli occhiali da sole per avere più carismatico e sintomatico mistero”, diceuna vecchia canzone di Franco Battiato. E c’è chi li indossa per proteggersi dai raggi solari e chi non ne può veramente fare a meno per problemi di vista. Ma quale forma scegliere?

Le mode ci abituano a montature ora piccole e leggere, ora pesanti e quadrangolari. Ci sono gli occhialini da studentessa o da intellettuale, generalmente piccoli e tondeggianti, come quelli indossati da Tony Curtis per interpretare il ricco e facoltoso magnate di “A qualcuno piace caldo” e più recentemente da Harry Potter.

Ci sono gli occhiali da star, quelli enormi indossati dalle “dive in incognito”, muniti di indispensabili lenti fumée; quelli allungati, lanciati da Jacqueline Kennedy- Onassis; gli stilées di Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”. O ancora i maschili Ray-Ban, da sempre portati da Mina, o quelli frivoli, all’americana, talvolta arricchiti da lustrini o paillettes, indossati da Mina e Celentano nella cover di “Le Migliori”.

E come non ricordare infine l’indimenticabile John Belushi dei Blues Brothers o le trecento montature della collezione di Elton John.

Consigli pratici

Oggi più che mai la moda offre a ciascuno la possibilità di disegnare e ridisegnare a piacimento il la propria immagine. Considerato un tempo un irreparabile inestetismo -si pensi soltanto al bambinesco epiteto “quattrocchi”- oggi non solo l’occhiale non è più un problema, ma addirittura diventa un punto di forza, un modo, appunto, per ridisegnare il proprio look e dare risalto al proprio viso e carisma al proprio sguardo.

Con la diffusione delle lenti a contatto la montatura ha smesso di essere considerata l’evidente segno di debolezza di chi ha un difetto visivo. La montatura é ora una scelta e non più un obbligo. Sappiate che gli occhiali possono trasformare uno sguardo malato in uno sguardo meduseo divenendo accattivanti, scioccanti; aggredendo, come se ancora sopravvivesse in essi qualcosa dei malefìci della Gorgone Medusa.

LA SCELTA DELLA MONTATURA

Per quanto riguarda la forma del viso sono preferibili montature di piccole dimensioni, che appena incornicino gli occhi, per chi ha un viso minuto.

  • Viso corto e tondeggiante: una montatura leggermente quadrangolare (figure 2 e 5).
  • Viso quadrato o di linea spigolosa: montature allungate e dai contorni arrotondati (figura 1).
  • Visi allungato: occhiali grandi, in modo da coprire parte delle guance e della fronte (figure 3 e 4).
  • Visi triangolari: montature leggermente rialzate alle tempie, capaci di dare un tono spiritoso, oppure anche
    occhiali a lenti larghe (figura 4).

Il colore non deve essere casuale: colori accesi per occasioni pratiche e sportive, colori sobri per occasioni eleganti. Anche il trucco merita un’attenzione particolare. Chi è presbite adotti un trucco particolarmente leggero, poiché le lenti ingrandendo gli occhi evidenziano il trucco. Chi invece è mio pedovrà cercare di ingrandire gli occhi, resi più piccoli dalle lenti.Con gli occhiali è anche possibile camuffare la
forma del naso.

Una montatura a doppio ponte permetterà di riequilibrare le proporzioni in caso di naso corto, mentre nel caso opposto sarà sufficiente portare gli occhiali un po’ più abbassati verso la punta per dare un’illusione ottica. Infine un paio di occhiali con le stanghette larghe può aiutare a nascondere le prime zampe di gallina.

Dal volume “Diventare esperti di Make-Up” di Stefano Anselmo – Edizioni Meriwast, Milano.

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Stefano Anselmo
Stefano Anselmo esercita la sua attività in molteplici campi della moda, al fianco dei migliori stilisti nelle sfilate del "Prè à Porter" di Firenze e dell'alta moda di Milano e Roma. Collabora con le più note riviste e agenzie pubblicitarie, firmando campagne stampa e televisive, fino alla discografia, dove, tuttora è presente nella realizzazione di copertine per dischi realizzati da autori di grande prestigio nel campo della musica leggera. Suoi sono i maquillages delle folli copertine di Mina, con cui collabora dal '77 (copertine dei dischi, definizione dell'immagine in generale, del trucco, in post-produzione, interventi al computer grafico, ecc.). Gli innumerevoli look della fatale Anna Oxa (dall'83 fino al look "acqua e sapone" del 2001 con la creazione di circa una ventina di look diversi per CD, festival di Sanremo, " Fantastico 1 ", " Fantastico 2 " e altri spettacoli televisivi).
Consulente d'immagine e trucco per servizi fotografici, campagne pubblicitarie, video-clip musicali, ha curato gli effetti speciali di numerosi spot pubblicitari, insegnante quasi per vocazione, ha lavorato in molti paesi d'Europa, in Medioriente, in Africa e negli Stati Uniti.
Stefano Anselmo vanta al suo attivo oltre duecento articoli scritti per le maggiori riviste di settore: Les Nouvelles, Estethiques, Salon, La Pelle Beauty, Esthetitaly, Fashion dove intrattiene i lettori trattando di trucco, moda e di tutto ciò che è legato al mondo dell'immagine. E' anche autore di parecchie pubblicazioni librarie, perlopiù tecniche, sul trucco e sull'Africa. Dal 2003 ha iniziato una collaborazione con l'Università I.U.L.M. di Milano dove ha tenuto lezioni sul costume africano all'interno di " Esperto nei Processi di Integrazione Multietnica ".
www.stefanoanselmo.it - info@stefanoanselmo.it