Cellulite, tante soluzioni

23 marzo 2017

In vista della bella stagione si ripropone l’eterno problema delle donne: la cellulite. Come riconoscerla? Quali soluzioni si possono adottare?

Non è una novità, la cellulite è un problema tipicamente femminile: ne soffre il 90% delle donne in età fertile, dall’adolescenza alla menopausa ed anche dopo, le problematiche di cedimento tissutale e di “buccia d’arancia” possono presentarsi. Fra le cause dell’insorgenza di questo disturbo ci sono l’essere donna e quindi essere soggette agli stimoli ormonali, ma anche una vita sedentaria, errori posturali, un’alimentazione scorretta, un eccesso di sale, il fumo di sigaretta e il consumo eccessivo di alcool, ma come abbiamo già accennato, il primo responsabile della formazione della cellulite sono gli ormoni femminili, gli estrogeni. Infatti, fa la sua comparsa in età prepuberale, quando le cellule adipose si consolidano, aumenta in gravidanza, si acuisce nei soggetti che assumono estro progestinici e tende a peggiorare in menopausa. Tra i fattori predisponenti vi sono anche quelli genetici, di conformazione e di razza: le donne caucasiche sono tendenzialmente più soggette delle asiatiche o delle africane, e le mediterranee più delle nordiche. Invece, non sono condizione essenziale l’obesità o l’adiposità localizzata: ci sono donne magre che presentano i tipici inestetismi della cellulite e altre più “in carne” che invece non ne hanno.

Ma cos’è in sostanza la cellulite? La pannicolopatia edemato fibrosclerotica è una condizione causata da una stasi micro-circolatoria dell’ipoderma a livello degli arti inferiori, con alterazione dello scambio plasmatico tissutale. In sostanza si crea un accumulo di liquidi tra una cellula adiposa e l’altra che tende a strozzare i capillari linfatici e venosi creando impedimento alla cellula adiposa stessa che non essendo più alimentata e avendo diminuito gli scambi con il sistema circolatorio tende a soffocare l’adipocita e a trasformarlo in tessuto fibrosclerotico, ovvero la cosiddetta “cellulite” che interessa per lo più le aree delle cosce, parte delle gambe, la zona mediale delle ginocchia e addome e si manifesta con stati edematosi, pelle atonica, opaca e irregolare, cosiddetta a buccia d’arancia, temperatura tendenzialmente più bassa rispetto alle aree circostanti e, nello stadio più avanzato, pelle a materasso, a seconda dell’evoluzione della patologia. Esistono, infatti, quattro stadi evolutivi della cellulite (compatta, edematosa, fibrosa e sclerotica).

Riconoscere la presenza della cellulite al primo stadio, quando l’aspetto non è ancora evidente e si può intervenire con i risultati migliori, è fondamentale. E in questo importante compito le prime sentinelle sono le estetiste, che avendo un più frequente contatto con le clienti possono riconoscere i primi sintomi della cellulite e indirizzarle verso trattamenti specifici, come il linfodrenaggio, che ripristina il corretto flusso di liquidi dalle cellule dove ristagna verso i canali di drenaggio. Questo massaggio svuota dai liquidi gran parte dell’arto e favorisce la corretta irrorazione e l’ossigenazione delle cellule adipose che ritornano a funzionare regolarmente, riducendo sensibilmente le possibilità che si trasformarsi in tessuto fibrosclerotico e migliorando la circolazione, soprattutto quella arteriosa che porta nuova ossigenazione e nuovi scambi tra le cellule adipose e quindi una migliore performance della struttura adiposa.

Purtroppo nei soggetti predisposti il problema tende a ripresentarsi, quindi chi ne soffre dovrà periodicamente sottoporsi ai trattamenti che favoriscono il linfodrenaggio, migliorano la circolazione e lavorano sull’adipocita riducendone il volume o eliminandolo. Ai trattamenti eseguiti dall’estetista andrebbero affiancati trattamenti medico-estetici, da ripetere a cicli di due/tre volte all’anno, che possono variare tra mesoterapia, carbossiterapia, cavitazione o altre procedure di tipo medico. Questi trattamenti, associati al lifodrenaggio manuale di Vodder o procedure di meccanostimolazione con apparecchiature favoriscono la ripresa funzionale del tessuto adiposo svuotando gli spazi interstiziali, danno risultati estremamente soddisfacenti.

Nel contempo, la professionista dell’estetica potrà proporre alle proprie clienti bagni arricchiti di cloruro di sodio (il sale da cucina) in quantitativo di 50 gr per litro di acqua, che estrapolano i liquidi contenuti all’interno della coscia per un meccanismo di osmosi cellulare. L’estetista potrà altresì intervenire sull’aspetto della pelle, che in presenza di “cellulite” diventa asfittica, secca con caratteristiche di pelle senescente a causa dell’inadeguata microcircolazione, praticando scrub che aiutino a eliminare le cellule morte, favorendo l’ossigenazione dei tessuti e l’assorbimento dei principi attivi dei trattamenti che seguiranno, e con massaggi e impacchi eseguiti con creme a base di estratti vegetali che stimolano la circolazione venosa e linfatica.

Per un risultato ottimale e duraturo, a questi trattamenti andrà associata una dieta appropriata, proposta dal medico estetico o dal nutrizionista, che possa prevedere un ridotto apporto di carboidrati e favorisca l’utilizzo di aminoacidi, quindi proteine, in particolar modo derivanti dalla carne. E’ poi di fondamentale importanza bere molto, acqua ma all’occorrenza anche bevande blandamente diuretiche per stimolare l’eliminazione dei liquidi e l’idratazione dei tessuti.

In particolare, il lavoro dell’estetista si rivela di grande importanza in distretti corporei come le caviglie, le ginocchia e all’altezza delle stazioni linfonodali quali il collo e l’inguine, per il raggiungimento e il mantenimento di un corretto e sano microcircolo, il ripristino del corretto trofismo dei tessuti e in generale il benessere e la bellezza degli arti inferiori.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a info@centromedicoagora.it

Alberto Massirone
Medico Chirurgo, Medico Estetico, Specialista in Idrologia, Climatologia e Talassoterapia ed in Terapia Fisica e Riabilitazione. Fonda nel 1986 la scuola di Medicina a Indirizzo Estetico Agorà. E’ presidente di Agorà Società Italiana di Medicina a Indirizzo Estetico, inoltre è Direttore di S.M.I.E.M. (Scuola Superiore Post-Universitaria di Medicina ad indirizzo Estetico) e Vice-presidente A.M.I.I.T.T.F. (Associazione Medica Italiana di Idroclimatologia, Talassologia e Terapia Fisica). E’ professore a contratto in Medicina Estetica presso l’Università degli Studi di Milano in Medicina Estetica nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. E’ autore di oltre 70 pubblicazioni su riviste scientifiche oltre che di volumi di didattica in Medicina Estetica.
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