Cellulite – Movimento e massaggi

10 novembre 2017

 Per ridurre la cellulite ci vuole tempo e una combinazione di trattamenti efficaci. E’ importante la tempestività, la costanza e soprattutto la motivazione

Il sistema linfatico è composto da organi e vasi linfatici. Gli organi linfatici primari sono costituiti dal timo, midollo osseo in cui si formano i linfociti. Organi linfatici secondari sono milza, tonsille, linfonodi in cui sono contenuti follicoli linfatici che sono pronti ad intervenire nella risposta immunitaria.

Il sistema linfatico corre parallelamente al sistema venoso. E’ un sistema aperto, inizia a livello cutaneo con i vasi linfatici iniziali e si riversa nel circolo venoso in una quantità che è molto variabile. Non possiede una pompa né centrale come il sistema arterioso, né periferica come il sistema venoso, possiede una vasomotricità spontanea. Origina come vaso linfatico iniziale a livello delle unità micro vasculo-tessutali presenti in ogni tessuto corporeo, riassorbe il 10% del liquido tessutale mentre il 90% viene riassorbito dal capillare venoso. Il sistema linfatico può essere paragonato ad un albero rovesciato, con le radici che corrispondono ai vasi linfatici iniziali cutanei che si riuniscono in vasi via via maggiori, intercalando da numerose stazioni linfonodali sino a confluire nei tronchi linfatici destro e sinistro riversandosi nel sistema venoso.

La linfa è un liquido costituito da acqua, molecole proteiche, leucociti, ecc. Il ruolo più importante è quello del trasporto delle proteine plasmatiche piuttosto che liquidi. In 24 ore nel dotto toracico passano circa 2 lt di linfa. Il sistema linfatico dall’interstizio al torrente circolatorio trasporta proteine tanto che l’assenza del sistema linfatico sarebbe incompatibile con la vita.

Lo sviluppo della cellulite presenta i seguenti stadi:

Edema: alterazione della microcircolazione causa fuoriuscita di liquido dai capillari che si deposita nel tessuto interstiziale, tra le cellule adipose.

Ipertrofia: la permanenza dei liquidi nel sottocutaneo provoca una reazione di difesa che a sua volta provoca un’ipertrofia alternando con tessuto adiposo.

Micro e Macronoduli: con il passar del tempo vengono incorporate le cellule adipose degenerate formando i micronoduli che danno l’aspetto a buccia d’arancia, in fase più avanzata la confluenza di più micronoduli e il peggioramento dei fenomeni di sclerosi e di deficit circolatorio. Tutto questo provoca la formazione di macronoduli conferendo il cosiddetto aspetto a materasso, che è lo stadio più difficile da trattare.

Le donne sono più colpite a causa dell’azione degli estrogeni (ormoni femminili) che agiscono sulle cellule adipose provocandone l’accumulo nei fianchi, glutei, cosce, ginocchia.

Tra le cause della cellulite distinguiamo:

– azione ormonale estrogenica

– alimentazione scorretta: rallenta il metabolismo

– sovrappeso

– sigarette

– stress: altera a livello delle ghiandole surrenali che regolano l’equilibrio idrico con conseguente ritenzione idrica

– abbigliamento: se rigido o fortemente aderente come ad esempio i jeans che ostacolano il ritorno venoso o i tacchi alti che non consentono una normale azione di flessione del piede che funge da pompa sanguigna

– sedentarietà: peggiora la situazione se associata a fumo, alcool ed eccesso di caffè.

L’attività motoria costante migliora e potenzia l’apparato circolatorio e respiratorio, attiva la circolazione e aumenta l’ossigenazione cellulare facilitando i processi metabolici. Tra i rimedi efficaci, oltre a quelli specifici offerti dalla cosmesi, è consigliata l’attività fisica in quanto favorisce l’attivazione dell’apparato circolatorio e respiratorio favorendo oltre che la circolazione periferica, ed in particolare il microcircolo a livello dei tessuti ma anche a livello muscolare. L’ideale sarebbe poter praticare gli esercizi 20 minuti al giorno in modo da risvegliare il metabolismo e contrastare la pelle a buccia d’arancia, in ogni caso è bene programmarli almeno tre volte la settimana, meglio se abbinati ad un massaggio linfodrenante.

Il massaggio linfodrenante è una tecnica complessa da eseguire, l’operatore infatti deve conoscere perfettamente il circolo linfatico e le zone da trattare. Lo scopo è quello di veicolare la linfa in modo che venga facilitata la circolazione superficiale e lo scorrimento della stessa.

Si comincia a livello del collo, zona in cui la linfa si mescola al circolo ematico, il massaggio viene eseguito attraverso movimenti a spirale che vengono praticati sui linfonodi, sono movimenti leggeri e delicati che servono a spostare la linfa. La direzione verso cui si effettua il massaggio è quella delle cosiddette “stazioni della linfa”: ascelle, inguine, collo.

Nella cellulite ha un’eccellente beneficio perché aiuta a far funzionare il metabolismo in maniera corretta, riduce edemi sulle gambe, glutei, addome, questo perché il terapista attraverso il massaggio sposta il liquido che si trova tra la cute ed il muscolo e lo veicola attraverso i vasi linfatici. Questa tecnica non ha particolari controindicazioni, aiuta il sistema nervoso ed ha funzione analgesica.

Altro trattamento efficace è il pressomassaggio, che aiuta a migliorare il funzionamento del sistema linfatico e circolatorio esercitando una pressione esterna in modo sequenziale a livello degli arti e dell’addome tramite l’utilizzo di gambali e bracciali a settore. Questa tecnica ha un’azione tonificante dei tessuti trattati e favorisce la circolazione e l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

Le controindicazioni di questo trattamento sono vene varicose, problemi renali, insufficienza cardiaca, ipertensione, trombosi. Tra gli effetti collaterali più comuni del pressomassaggio possiamo vedere l’indurimento cutaneo e la rottura dei capillari, ma per evitare l’insorgere delle controindicazioni si consiglia di abbinare questo trattamento a un massaggio linfatico e a un bendaggio. I bendaggi drenanti anticellulite si dividono in caldi e freddi. I caldi modificano e aumentano il metabolismo. Il calore provoca una vasodilatazione, ha un’azione rilassante sui muscoli e diminuisce il dolore.

I bendaggi freddi svolgono un’azione vasocostrittrice e decongestionante provocando drenaggio dei liquidi stagnanti verso le vie di scarico e liberando i tessuti da edema.

L’esperto risponde a redazione@mabellaedizioni.it oppure a fkt.mariangela@gmail.com

Mariangela Ciriello
Mariangela Ciriello si laurea come Fisioterapista nel 1982 presso l‘Università degli Studi di Milano. Inizia la propria carriera lavorativa presso alcuni Studi professionali e successivamente presso Ente Pubblico dove opera tutt'ora. Negli anni ha frequentato diversi corsi di perfezionamento e specializzazione oltre che nella riabilitazione post-traumatica anche in Terapia Manuale, Metodo MC Kenzie, Sharman, Trigger Point, Terapia Cranio-Sacrale, applicazioni Kinesio-Tape. E' Tutor per gli studenti di Fisioterapia e ha collaborato come consulente per i corsi di Ginnastica Fisioterapica presso il Comune di Milano. Vive a Monza.
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