Bello impossibile

Bello impossibile

La bellezza dell’uomo non è solo esibire un corpo palestrato ma aver cura della pelle. Maschio non significa indugiare davanti a uno specchio.

Fino a pochi anni fa il comune senso della “maschilità” impediva al vero uomo di indugiare allo specchio. I più narcisi, lo facevano di nascosto, negando il fatto con fermezza. Del resto un omo è omo, recita un vecchio adagio. Un omo nature, per nulla attento alla cura del corpo se non per quelle funzioni ritenute rigorosamente maschie: lavarsi, sbarbarsi e pettinarsi, giusto per rispettare il minimo della buona creanza, e il perfetto macho-littorio è bell’e pronto.

Una visione post Ventennio del tutto italiana che farebbe sorridere il più arboreo degli Africani. Sì, perché la maggioranza dei Neri fanno abbondante uso di cosmetici e spendono parecchio tempo nella cura de viso e del corpo: latti idratanti, prodotti per capelli e per la rasatura del viso e non raramente del corpo, la modellatura della linea dei capelli, l’hennè sulle unghie in occasione di festività o ricorrenze; e così via. Inoltre, culturalmente non soffrono del problema della “effemminatezza” (problematica del tutto occidentale e specialmente italiana) anche perché in molte culture i piú “decorati” sono proprio i maschi.

E, guarda caso, i Neri, maschi e femmine, rappresentano un terreno fertile e totalmente vergine per il mercato italiano. Ma questa è un’altra storia… Oggi, fortunatamente le cose stanno cambiando.

Già negli anni ’60, Braggi, linea avanguardistica for man (Revlon) creò una cipria compatta per migliorare l’incarnato. Gli anni ’80 ci abituarono ai divi androgini, ragazzi truccati e un po’ effemminati; come non ricordare Boy George e i vari gruppetti musicali con gli occhi bistrati e le labbra inrossettate. I ’90 ci regalarono gli “uomini würstel”: giovani sul genere di Costantino Vitagliano, un po’ palestrati e un po’ slampadati, ma super depilati -viso e corpo- e con la pelle lucida, proprio come i würstel venduti nei supermercati, questo perché la pelle naturalmente glabra, ha aspetto e consistenza diversi da quella trattata con sostanze depilatorie; è infatti la peluria naturale, spesso invisibile, a conferire morbidezza e sericità.

Per non parlare delle sopracciglia depilate in imbarazzanti forme femminili.

Oggi disponiamo di vaste linee di trattamento “per lui”: dagli speciali Face soap, Oil Control Mattifyng e Exfoliating Tonic di Clinique a Biotherme che propone un Disincrustant Visage e un Actif Apaisant Reparateur; Shiseido anche una crema contorno occhi e altri cosmetici pensati per ogni occasione compreso un modellatore per gli addominali. Le più avanguardistiche, poi, propongono anche un minimal make-up: Dark Spot Corrector di Clinique, per occhiaie e discromie in genere, o la Kenmen.com che vanta una vera e propria linea completa di maquillage per uomo.

Ed ecco che durante i miei numerosi seminari sul trucco per la sposa, non manca mai la domandina sul trucco del marito, alla quale rispondo così: Lo sposo non deve truccarsi per forza. Se ha problemi estetici come discromie o segni
di stanchezza, potrà risolverli con opportuni accorgimenti sempre improntati alla più assoluta naturalezza.

Perciò, sì a:

  • Preparazione della pelle nel caso di problemi cutanei mediante sedute da iniziare almeno 1 mese prima del matrimonio.
  • Tintura delle ciglia su soggetti chiari con ciglia bionde.
  • Correzione del colorito mediante una serie di lampade iniziate almeno un mese prima della cerimonia.
  • Correzione del colorito mediante cosmetici in gel o in altra formula, che lascino la pelle completamente trasparente.
  • Ritocco delle discromie utilizzando un correttore dello stesso colore della pelle, applicandolo con un pennellino solo nei punti dove serve.
  • Riempimento delle sopracciglia con ombretto opaco, là dove e se serve.
  • Saturazione dell’attaccatura dei capelli mediante l’applicazione di un ombretto opaco dello stesso colore dei capelli.
  • Manicure (senza smalto)

No a:

  • Sopracciglia depilate con criterio femminile.
  • Fondotinta su tutto il viso.
  • Applicazione del correttore in modo abbondante e non “ragionato”.
  • Applicazione del mascara.
  • Bordatura degli occhi.
  • Matita chiara, scura o colorata lungo il bordo palpebrale inferiore.
  • Fard applicato sugli zigomi.
  • Trucco delle labbra (di qualsiasi genere).

Un ritorno al passato, dunque? Alla barba cosparsa di polvere d’oro di Assurbanipal o agli occhi allungati fino alle tempie di Ramesse II, il Napoleone dell’Antichità? O stiamo tornando alla vacuità degli impomatati Cicisbei del ‘700? O, più semplicemente, è “merito” del più truccato degli Italiani che, recuperando un antico artifizio, romano ci ha abituati ai suoi capelli disegnati sulla cute? Io penso di no. Più semplicemente il vissuto della nostra Epoca Aurea (che ormai purtroppo volge al termine) ha cercato di insegnarci a esser meno provinciali, a guardare al di là del proprio naso e forse abbiamo cominciato a pensare che se uomini superimpomatati come i Nuba, i Dinka, i Masai i Samburu, guerrieri temerari dell’Africa nera che sprizzano virilità da tutti i pori, dedicavano ore alla loro bellezza forse anche noi, maschi latini non dovremmo essere da meno…

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