È il tempo della bellezza consapevole

È il tempo della bellezza consapevole

di Rosanna Bassi
Consapevolezza, trasparenza e rispetto dell’ambiente. Con questi temi si è aperto il convegno internazionale coordinato da Cosmetica Italia nella giornata inaugurale di Cosmoprof Worldwide Bologna.

Il tempo della bellezza consapevole. Consumi, regole e imprese verso l’economia circolare questo il titolo del convegno che ha dato il via all’edizione 2019 di Cosmoprof Worldwide Bologna.

All’evento, aperto da Giampiero Calzolari, Presidente di Bologna Fiere e Renato Ancorotti, Presidente di Cosmetica Italia, si è dibattuto sul tema della sostenibilità, leitmotiv della kermesse bolognese. Un argomento che riflette su un’esigenza sempre più pressante, trasversale a tutti i settori e cioè la necessità di muoversi verso uno stile di vita sostenibile.

«Per le aziende è fondamentale comunicare ai consumatori i propri valori, le caratteristiche dei propri prodotti e anche le scelte su temi chiave come quello della sostenibilità – dichiara Renato Ancorotti – Web e social ci pongono di fronte a informazioni facilmente accessibili, dandoci l’impressione di avere tutti gli elementi per giudicare e scegliere. Tuttavia, è determinante verificare l’attendibilità di questi fon ti. La collaborazione tra industria e istituzioni è un elemento chiave per contrastare le fake news e traccia re il percorso per una corretta divulgazione scientifica».

«Nel settore cosmetico si era soliti segmentare il consumatore in base al tipo di pelle o all’età e tale approccio risultava facile e immediato. Adesso invece si lavora per nicchie di bisogni, caratterizzate da un trend comune di approccio del consumatore più consapevole e interessato a particolari tematiche, che vanno dalla performance del pro dotto, passando per gli ingredienti utilizzati , fino ad arrivare all’attenzione per l’impatto ambientale del prodotto nel suo insieme – commenta Mercedes Procopio, presidente del Comitato Tecnico di Cosmetica Italia – Sempre più spesso accade che le esigenze del consumatore precedano la regolamentazione: le imprese si trovano a dover affrontare situazioni non ancora previste dalla legge , che devono comunque essere gestite in tempi più ristretti di quanto prevede un normale iter normativo».

Ha sottolineato l’importanza della corretta comunicazione sui cosmetici, la divulgatrice scientifica Beatrice Mautino, che ha puntato l’accento sull’eccessiva quantità di informazioni circolanti e sulla confusione che spesso generano poiché frequentemente frutto del dubbio sapere di esperti improvvisati. Nella sua relazione Beatrice Mautino ha auspicato una comunicazione più ricca di contenuti di natura tecnico scientifica quale soluzione per mantenere o riconquistare la fiducia dei consumatori.
Gerald Renner, Direttore technical regulatory and international affairs di Cosmetics Europe, ha illustrato le issue regolatorie che l’industria europea sta affrontando. A seguire, si è tenuta una tavola rotonda con Marcella Marletta (Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute), 

Mercedes Procopio (Cosmetica Italia), Gerald Renner (Cosmetics Europe) e Sergio Veroli (presidente Consumer’s Forum). L’economia circolare ed il settore cosmetico: il futuro presente, è stato invece l’intervento di Cristiana Gaburri – Direttore Centrale Tecnico Scientifico di Federchimica – che ha focalizzato l’attenzione sul nuovo approccio dell’economia circolare illustrandone la definizione, individuandone i mega trend sociali e ambientali e i driver di natura politico-legislativa ed economica, che ne sono alla base. Ha illustrato il ruolo, le opportunità e le sfide della chimica e delle sue filiere derivanti dal cambio di paradigma dal lineare al circolare ed ha analizzato come cambieranno i modelli di business e quali saranno i fattori di successo per le imprese. Infine, un focus sull’impatto che il modello circolare potrà avere sulle imprese cosmetiche. Nella seconda tavola rotonda, sul tema della sostenibilità si sono confrontati Gianfranco Fabi (giornalista-opinionista), Nicoletta Fascetti Leon (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Sogesid), Cristiana Gaburri (Federchimica) e Matteo Locatelli (vicepresidente di Cosmetica Italia con delega alla sostenibilità).

Dati e trend

Al cosmetico non si rinuncia, ma…

Comparto in crescita, specializzazione e diversificazione. Nei dati presentati da Cosmetica Italia una fotografia della situazione attuale e dei trend dell’estetica del futuro. Al cosmetico non si rinuncia ma cambia la modalità di fruizione. Come impatta sul canale questo diverso atteggiamento dell’utente finale? Ne parliamo con Gian Andrea Positano, Responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia

A Cosmoprof 2019, Cosmetica Italia, come di consueto, ha presentato i dati preconsuntivi del comparto cosmetico italiano. In linea con le anticipazioni della recente Congiunturale, le statistiche confermano un andamento costantemente in crescita. Buone notizie per il futuro?

Nonostante la crisi economica che condiziona il Paese, il settore cosmetico conferma ancora una volta il suo essere anelastico con un valore del fatturato globale che supera gli 11,2 miliardi di euro (+2,1% rispetto al 2017). Vale a dire che, a prescindere dagli andamenti interni, è positivo sia il consumo e quindi la spesa degli italiani nel comparto dei cosmetici sia il fatturato delle imprese, queste ultime con significative crescite soprattutto nei mercati esteri. Una situazione questa che fa ben sperare per il futuro, anche se dobbiamo sempre tenere presente la situazione congiunturale.

Specializzazione e diversificazione, come si muovono i consumi nei vari canali?

Oggi non c’è più un concetto di canale così definito poiché spesso ci troviamo di fronte a realtà che si destreggiano in differenti ambiti. Specializzazione e diversificazione sono due “facce” di una situazione in grande evoluzione. La specializzazione serve per essere competitivi laddove si offrono prodotti molto di nicchia e la diversificazione è il modo per allargare la “coda” del canale. La profumeria non diversifica molto poiché sappiamo che il 60% del fatturato deriva dalla vendita di profumi e trucco, la farmacia è certamente più diversificata perché ha allar
gato l’offerta con prodotti per il viso, il corpo e ora anche per i capelli. La vera diversificazione avviene nelle catene di distribuzione specializzate (casa e toilette) o in qualche esempio di erboristeria innovativa che cerca di ampliare i propri servizi.

Abbiamo visto che i canali professionali, istituti di bellezza e saloni di acconciatura, crescono dello 0,5%. Quali trend condizioneranno l’approccio dell’utente finale verso i trattamenti estetici e verso l’acquisto del cosmetico?

Si, il dato conferma l’uscita da un periodo di crisi. Tengono i canali professionali: istituti di bellezza e saloni di acconciatura crescono dello 0,5%, registrando rispettivamente un valore di 237 e quasi 580 milioni di euro. C’è fiducia nella ripresa anche se all’interno dei due canali ci sono velocità di sviluppo differenti. Sicuramente i saloni tradizionali di estetica e di acconciatura soffriranno, perché il consumatore, anche nel servizio abitudinario, vuole un tipo di approccio che non è più quello di una volta. Più dinamico, vicino alle esigenze e con un tono esperienziale. Il concetto di customer experience vale un po’ dappertutto. L’esperienza deve essere positiva a tutti i livelli e soprattutto deve essere coinvolgente.

 Il cliente deve portarsi a casa qualcosa di bello, sensazioni positive, oltre che bellezza. Quindi a fare la differenza non è solo la bontà del prodotto che si utilizza o il servizio, che peraltro il cliente dà per scontato sia di altissima qualità, nella scelta e nella fidelizzazione contano tutti gli elementi che vanno a costituire l’esperienza e cioè: la vicinanza, la comodità, l’accoglienza, l’ambiente, la flessibilità di servizio, il servizio stesso. Se riflettiamo sui trend e pensiamo a qualcosa di veramente nuovo dobbiamo guardare al servizio unisex nell’acconciatura e a servizi allargati nei centri estetici che vadano incontro alle esigenze dei clienti. Chi non riuscirà a sviluppare l’ingaggio con il cliente avrà, nel tempo, serie difficoltà. Se, nei centri estetici e saloni coiffeur, la tendenza è quella

di vedere il metodo tradizionale soppiantato da nuovi modelli di servizio, non si può dire la stessa cosa per i barber shop nei quali, invece, c’è un deciso atteggiamento conservativo da parte dell’utente.

Ha parlato di estetica esperienziale, ma come proporla in un mercato sempre più digitale?

Imparando a comunicare in modo moderno, sfruttando tutte le potenzialità offerte da web e social. L’imprenditore del salone deve fare i conti con l’economia digitale a tutto tondo, cosa assolutamente non scontata, ma necessaria per la crescita del mercato. In questo sta anche l’impegno delle aziende a supportare il canale e la volontà dei centri estetici di guardare oltre.

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