L’acidità della pelle: il pH

2 dicembre 2015

a cura di Fabio Galiano

La quantità di ioni idrogeno (H+) rappresenta l’acidità di una soluzione espressa come pH con valori compresi tra 0 (soluzione molto acida) e 14 (soluzione molto alcalina o basica). Il valore pH 7 corrisponde alla neutralità tipica dell’acqua pura a 25°C.

Acidità-La nostra pelle ha valori fisiologici acidi, con pH compresi tra 4,2 e 4,7 e punte fino alla neutralità 7. L’acidità è legata alla presenza del film idrolipidico e alla biochimica dei processi cutanei. L’idrolisi dei lipidi cutanei ad acidi grassi rappresenta il principale motore dell’acidità cutanea, sostenuto dalla presenza nel film acquoso (sudore e perspiratio insensibilis) di acido lattico, urea e dalla produzione di acido urocanico. Nell’uomo, con maggiore secrezione sebacea rispetto alla donna, i valori di pH sono inferiori e la pelle è più acida. Per lo stesso motivo, la cute del bambino e dell ‘anziano, più alipiche, presentano valori di pH vicini alla neutralità.

Valori di pH in relazione ai distretti cutanei

  • Cuoio capelluto 4.0
  • Cosce-gambe-caviglie 4.5
  • Viso-addome-schiena 4.7
  • Plica mammaria 6.0
  • Plica inguinale 6.2
  • Zona ascellare 7.0

La diversità dei valori è legata a molti fattori capaci di influenzare il pH cutaneo tra i quali, oltre al sesso e all’età va ricordato l’inquinamento ambientale, i cosmetici, i detergenti utilizzati, la contaminazione della flora batterica, la sudorazione, le fasi del ciclo nella donna, l’alimentazione e l’igiene personale.

Acidità e difesa antibatterica cosmetica

Ph-della-pelleIl pH acido della pelle contribuisce in modo determinante alla difesa nei confronti dello sviluppo di microrganismi e va rigorosamente rispettato. Un aumento del pH cutaneo (verso l’alcalinità) può favorire lo sviluppo di infezioni di tipo micotico e batterico specie in quelle regioni corporee caratterizzate da macerazione o pseudo-anaerobiosi (zone di plica e ascellari). Da quanto detto, se non sussistono condizioni dermatologiche particolari, è un non senso impiegare sulla pelle prodotti neutri o saponi tradizionali che sviluppano un pH alcalino (superiore a pH 12) irritante, comedogenetico e capace di inibire l’azione antibatterica del film idrolipidico.

Attenzione ancora maggiore quando si tratta di cute irritata o sensibile e alipica (bambini e anziani in particolare) che ha valori di pH superiori alla norma. In questi casi l’uso di saponi alcalini e di prodotti a vantata neutralità potrebbe rendere la pelle ancor più suscettibile ed esposta al danno irritativo e infiammatorio.

Acidità e antiaging cosmetico

Il rischio dell’innalzamento del pH va valutato anche in funzione del tempo di applicazione e della frequenza di utilizzo. Un pH acido e stabile della pelle, come evidenziato in molti recenti studi, favorisce anche l’attività degli enzimi cutanei preposti al rinnovamento ed al mantenimento della funzionalità e vitalità della cute. Una pelle mantenuta a pH acido fisiologico invecchia meno velocemente.

Enzimi e vitalità

Gli enzimi sono proteine catalizzatrici che accelerano la velocità di moltissime reazioni cellulari. Ogni enzima agisce in modo specifico e selettivo secondo il modello definito chiave-serratura Senza l’azione enzimatica le reazioni biochimiche sarebbero così lente da risultare incompatibili con la vita. Le velocità delle reazioni biologiche, grazie agli enzimi, sono aumentate da 1 milione a 1 miliardo di volte. Ogni enzima ha però un valore ottimale di pH o acidità in cui riesce ad esplicare al meglio le sue funzioni catalizzanti.

Acidità-della-pelleIl mantenimento del pH è determinante per garantire il massimo dell’azione e delle funzioni biologiche. La pelle mostra valori acidi, normalmente compresi tra 4,0 e 4,7 in particolare: l’acidità della pelle è mantenuta costante da un sistema tampone fisiologico prodotto dal film idro-lipidico che garantisce la massima capacità catalitica degli enzimi. Diversi studi evidenziano come questa capacità tampone della cute diminuisca con l’età e il rallentamento delle reazioni metaboliche è una delle concause conclamate di senescenza precoce (disidratazione, rilassamento, rughe).

pH tampone l’antiaging cosmetico

Attenzione alla formulazione cosmetica che deve avere un valore di pH acido restitutivo che conferisca alla pelle la sua acidità. Ma non è sufficiente acidificare, i batteri sono capaci di modificare a loro favore il pH innalzandolo. Non basta quindi abbassare il pH con sostanze acide, bisogna garantire nel tempo la stabilità del pH ai valori ottimali alla funzionalità cutanea e questo è ottenibile dotando il cosmetico di uno stabile sistema acido tamponato.

Non solo acidificare dunque ma, tamponare l’acidità per chiuderla in cassaforte, per avere la migliore risposta contro l’inquinamento da microorganismi, una maggiore igiene corporea complessiva, una migliore texture con minore sensibilità e irritabilità e, non ultimo una migliorata funzionalità contro invecchiamento e senescenza precoce.

Fabio Galiano
Fabio Galiano, laureato in Farmacia all’ Università di Padova nel 1972, è stato ricercatore presso il dipartimento di Scienze del Farmaco fino al 1991. Si è occupato di ricerche nel campo della sintesi di nuove molecole di interesse antitumorale e dal 1981 ha iniziato un nuovo percorso di studi in campo cosmetico. Ha pubblicato su riviste nazionali e internazionali su tematiche di funzionalità e sicurezza delle formulazioni cosmetiche. Dal 1991 è responsabile di ricerca in un’azienda cosmetica dove ha realizzato nuovi brevetti cosmetici e diverse pubblicazioni sul controllo della qualità, la sicurezza e l’efficacia di cosmetici valutati anche per l’impatto ambientale. Partecipa ad un programma nazionale in ambito europeo rivolto a giovani interessati ad entrare nel mondo della cosmesi e a realizzare nuove start up aziendali.
f.galiano@farmogal.net