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Apparecchiature: saper scegliere

14 aprile 2017

L’evoluzione della professione estetica e della tecnologia ha determinato, nell’ultimo decennio, un crescente utilizzo di apparecchiature elettromeccaniche nei centri estetici. I decreti n. 110/2011 prima e, n. 206/2015 poi, regolamentano quali attrezzature sono consentite negli istituti di bellezza e quali requisiti tecnici debbano avere. Molte estetiste, tuttavia, ancora non sanno che per utilizzare le apparecchiature è necessario che siano conformi al decreto e siano accompagnate da un certificato di conformità. Il mancato rispetto di queste norme, l’utilizzo di apparecchiature che non rispettano i requisiti di legge, espone i centri estetici al rischio di sanzioni e, soprattutto, alla probabilità di provocare danni alla propria clientela. Lo sapevate? Dite la vostra!

Quando l’agente si presenta nel mio centro estetico proponendomi delle nuove apparecchiature, quali sono i requisiti fondamentali che devo verificare per essere certa di fare un corretto acquisto?

Il primo passo da fare è verificare che tale apparecchiatura rientri tra quelle previste nell’elenco del Decreto n. 206/2015 e che risponda ai requisiti previsti nella relativa scheda tecnica. L’agente, e ancor prima il produttore, dovrebbero presentarsi già assicurando che il loro prodotto è conforme alla normativa, allegando relativo certificato di conformità al Decreto. Se questo non avviene, l’estetista lo deve immediatamente pretendere: pena il fatto di non poter acquistare tale attrezzatura, in quanto non può essere lecitamente immessa nel mercato.

Negli ultimi anni molte apparecchiature vengono prodotte in Cina e distribuite in Italia a prezzi che sono quasi la metà rispetto alla produzione made in Italy. Queste apparecchiature prodotte in Cina o in paesi dove il decreto italiano non è vigente, sono soggette a certificazione? E se non fosse così, com’è possibile che vengano introdotte nel mercato? Quali sono i mezzi a disposizione per potersi informare?

Qualsiasi attrezzatura ad uso estetico utilizzata all’interno di istituti di bellezza in Italia deve essere conforme al Decreto, il quale tra i propri requisiti tecnici prevede inequivocabilmente la marcatura CE (contrassegno richiesto a ogni fabbricante che intenda commercializzare il proprio prodotto all’interno dell’Unione Europea, con il quale si autocertifica la rispondenza ai requisiti essenziali richiesti dalle Direttive europee). Purtroppo si assiste spesso a immissioni nel mercato di apparecchiature che non sono assolutamente conformi, o magari destinate ad un uso privato e non professionale: è qui che serve attenzione, non si scherza sulla salute delle persone e sui danni che potrebbero essere causati sulla pelle dei nostri clienti.

Oltre a incorrere in una sanzione, parlate di danni sulla cliente? Quali per esempio? E come posso tutelarmi da false certificazioni e documentazioni non in linea con il decreto di legge?

A causa della scarsa professionalità di operatori o appunto a seguito dell’utilizzo di apparecchiature non conformi, accadono purtroppo ancora trattamenti che causano danni irrimediabili sulla pelle dei clienti. Tra i casi più frequenti: dermatiti allergiche, cerette ustionanti, bruciature o infiammazioni della pelle dovute a laser per epilazione o a solarium fuori norma, trattamenti anomali di dermopigmentazione, fino anche a casi di epatite. Non si vuole creare spavento, solo la consapevolezza che rispettando le norme non si corre alcun rischio: chiedendo e ottenendo il certificato di conformità al Decreto ministeriale, ci si assicura che l’attrezzatura non arreca danni e la responsabilità di eventuali lesioni rimane in carico al produttore. Naturalmente non deve mancare la professionalità degli operatori: per l’utilizzo di determinate apparecchiature è obbligatorio aver svolto la adeguata formazione richiesta. Ricordiamoci che in caso di trattamenti non correttamente eseguiti, per mancanza della necessaria preparazione o per l’impiego di apparecchiature fuori norma, l’estetista è chiamata a rispondere con la responsabilità non solo civile ma anche penale per lesioni personali colpose.

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