La forza della ricerca

14 giugno 2017

Abbiamo incontrato Angelica Maran, Responsabile della Comunicazione e Internazionalizzazione di Natì, azienda storica del settore dell’estetica professionale, che ci ha raccontato come sta cambiando il mercato e quali sono i nuovi progetti che Natì sta sviluppando.

Qual è la filosofia della vostra azienda e quanto è importante investire quotidianamente nella ricerca di prodotti innovativi e sempre più performanti?

La parola chiave di tutta la nostra filosofia è ricerca, insieme a qualità e passione.

Noi investiamo nella ricerca, da oltre 20 anni, con grande cura e in maniera totalmente indipendente – dal principio attivo al prodotto finito – aspetto che ci contraddistingue nella nostra categoria.

In Natì la ricerca parte dal concetto che l’innovazione è tale quando teorie rivoluzionarie entrano in un laboratorio, sconvolgendone totalmente le regole, creando sistemi che promuovano radicali cambiamenti rendendo obsoleto quello che si era fatto fino a quel momento.

I nostri studi rivolgono lo sguardo oltre la tradizionale bio-chimica, basandosi sui principi della fisica quantistica, la scienza contemporanea: la vera rivoluzione è applicarli alla cosmetica.

Così nasce Acqua BioTecnologica®, l’ingrediente funzionale alla base di tutte le nostre linee che racconta perfettamente tutto il nostro mondo, espressione massima di un percorso che continua.

Acqua BioTecnologica® è H2O, “acqua” come la conosciamo, con una caratteristica straordinaria: è super coerente, ovvero avente le stesse caratteristiche di coerenza dell’acqua presente nel nostro corpo, nella nostra pelle, quando questa è in salute. Ogni inestetismo, infatti, abbassa il livello di coerenza dell’acqua dei tessuti cutanei. Coerenza dell’acqua della pelle = salute della pelle. La caratteristica unica di Acqua BioTecnologicaÒ le permette di comunicare con l’acqua della nostra pelle: con la sua sola azione elettromagnetica, paragonabile a quella di un’apparecchiatura elettroestetica, è infatti capace di innalzare la coerenza alterata dell’acqua dei tessuti, aumentando così la qualità dell’ambiente dove le cellule epidermiche vivono. Questo comporta una funzionalità esponenziale del prodotto, garantita da 2 anni di test di laboratorio di biologia cellulare, che hanno dato validità alla nostra ricerca, confermandone i risultati rivoluzionari.

Come sta rispondendo il mercato all’innovativa Acqua BioTecnologica®?

Rispetto al decennio scorso, il mercato è cambiato sensibilmente, segmentandosi notevolmente (mi riferisco alla categoria “nails”, per citarne una): una frammentazione che da una parte ha creato un certo disordine, ma contemporaneamente ha richiesto funzionalità e competenze sempre più specifiche e mirate.

Personalmente ritengo che questo cambiamento sia positivo e la figura di un’estetista specializzata sia strategica.

Oggi siamo molto soddisfatti delle risposte positive verso Acqua BioTecnologica®, per la quale abbiamo dovuto anche creare un linguaggio nuovo, in grado di comunicare questo progetto innovativo e mai presentato prima, quindi la sfida per Natì è stata ancora più interessante.

Quando si ha il vantaggio di essere innovatori, e non inseguitori, si deve lavorare anche per produrre tutti gli strumenti di comprensione necessari per spiegare al mercato l’innovazione proposta. E in ogni caso, i risultati parlano da sé.

Il mondo dell’estetica professionale ha visto in questi anni molti cambiamenti ed evoluzioni. Quanto è importante per un’estetista essere sempre aggiornata e avere una formazione continua?

La formazione è fondamentale dato che oggi l’estetista deve essere in grado di proporre soluzioni concrete e precise a una clientela esigente, che spesso ha bisogno di risposte sempre più approfondite. Ma non solo, l’estetista deve riprendersi ciò che le appartiene: la cultura della bellezza, l’expertise che deve necessariamente contraddistinguerla.

Natì investe molto nella formazione proponendo alle estetiste il programma InformaNatì: una collezione di corsi di alta formazione professionale che forniscono strumenti distintivi e competitivi. Naturoestetica, ad esempio, è un percorso circolare che combina l’estetica professionale con la naturopatia. Questo percorso di formazione mette nelle mani delle professioniste della bellezza gli strumenti validi ed efficaci per offrire alla cliente un trattamento che diventa esperienza a 360° gradi, attraverso informazioni che provengono anche da altri ambiti, come l’alimentazione o l’aroma terapia.

Questo significa dar valore al ruolo dell’estetista, al suo lavoro e alla sua preparazione.

La qualità dell’estetista non sta in un libro con quattro regole, ma la valorizzazione di questa figura professionale passa attraverso le sue mani e la sua conoscenza e, di conseguenza, attraverso la sua formazione.

È importante che l’estetista si riprenda la sua professionalità, unica nel suo genere.

Nell’estetica, come in altri ambiti, il ruolo dell’agente è fondamentale. Quali caratteristiche deve avere questa figura professionale oggi?

La figura dell’agente è sicuramente cambiata evolvendosi in quello che oggi deve essere il primo testimone di un progetto, e lo deve essere sempre di più sia in termini di versatilità, che di formazione.

Oggi la figura dell’agente deve riferirsi più a un consulente affidabile e serio, in grado di spiegare la filosofia e il progetto che si trova dietro una linea di prodotti, con passione e voglia di sfida – due qualità indispensabili per strutturare una sinergia tecnico-commerciale di successo.

La differenza la fa chi investe molto sulla formazione dei suoi agenti, soprattutto per quello che riguarda il post-vendita.

Noi crediamo in un’assistenza totale: dal primo passo in un centro estetico, per sempre.

Mi piace descrivere i nostri agenti come dei portatori sani di un nuovo linguaggio e di una professione che accompagna le nostre estetiste nelle scelte più corrette e vantaggiose per loro.

Natì è un’azienda familiare che, oltre 30 anni fa, ha dato vita a un sogno divenuto una realtà solida e importante nel settore dell’estetica professionale. Oggi la seconda generazione succede alla prima.

In termini anagrafici le due generazioni sono molto vicine per cui Natì non vive un vero e proprio passaggio di testimone, ma più una consegna di responsabilità e di esperienza. Per far progredire un’impresa, il fattore di successo, non è solo strategia numerica, ma soprattutto cultura d’impresa. Valori come il coinvolgimento, il coraggio, la dedizione e la motivazione sono elementi per noi fondamentali e il solo preludio alla strategia dei numeri.

In Natì le persone sono importanti, da noi si ritrova la perfetta sintesi tra fare ed essere: l’imprenditore non è colui che lo fa, ma colui che lo è. Questa differenza, sottile e molto spesso impercettibile, l’impresa familiare la trasmette dentro e fuori l’ufficio.

Quello che noi della seconda generazione dobbiamo comprendere è l’importanza di fare nostro, attraverso i nostri occhi e competenze, i valori che la “vecchia scuola” ci insegna ogni giorno e in ogni singolo dettaglio.

Per quello che riguarda le novità di Natì, cosa dobbiamo aspettarci per questa seconda parte dell’anno?

Natì ha messo in cantiere molti progetti, alcuni dei quali non possono ancora essere svelati.

Tra i tanti progetti che abbiamo lanciato e che sono sempre in movimento, ABT1.0 è sicuramente la novità più importante che stiamo proponendo al mercato, sia per la funzionalità cosmetica del prodotto, composto dalla sola Acqua BioTecnologicaÒ (nelle altre referenze è in una percentuale che varia dal 50 all’80%), che per il supporto formativo offerto all’estetista che sceglie di lavorare con questo straordinario prodotto. ABT1.0 Specialist è infatti il percorso di formazione dedicato a chi ha deciso di innovare e a chi ha compreso le potenzialità che tutto il progetto ABT1.0 rappresenta all’interno del mercato della cosmesi professionale e non. ABT1.0 Specialist vuole ridefinire ed evolvere la professionalità tecnica e commerciale della figura dell’estetista, anticipando tutto e tutti. 

Come deve agire un brand importante e consolidato come Natì davanti a una serie di “falsi informatori” che propongono corsi fuorvianti e sostengono che non è necessario affidarsi alle grandi aziende di cosmetica e apparecchiature, invitando le estetiste a scelte alternative come quella di farsi fare prodotti con packaging personalizzato?

Sono certa che questo fenomeno prenderà una piega diversa da quello che oggi possiamo leggere online o parlando con le estetiste con le quali ci interfacciamo quotidianamente.

In questo senso, quello che Natì, le associazioni di categoria e le aziende del settore dell’estetica professionale devono fare è valorizzare, potenziare, esaltare il significato e l’essenza del brand.

Il plusvalore di un brand serio è la ricerca continua, l’attenzione ossessiva al risultato, la comunicazione stratificata, l’efficienza impeccabile del servizio, l’innovazione che permea ogni fase di lavoro e la costruzione di un grande significato che a me piace definire “l’economia degli intangibili”.

Questo è quello che dobbiamo fare: non contrastare un’onda che avrà il suo decorso fisiologico, ma dimostrare e comunicare il valore del brand e il ruolo autorevole dell’estetista, rispetto all’investimento tanto elogiato del “private label” che, oggettivamente, non può che dare un vantaggio solo apparente.

Mi piace dire che “la bellezza non fa rivoluzioni, ma le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza” proprio nell’ottica di continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione, perché solo lavorando in questa direzione il valore delle aziende, dei prodotti e delle formulazioni, potranno essere un vero patrimonio per le estetiste e…per tutti.

www.nati.it

 

a cura di Camilla Barni

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